La più popolare delle app dedicate al tennis ha da poco introdotto alcune funzioni di intelligenza artificiale che s’affiancano a quelle tradizionali dei risultati e dei dati in tempo reale. Molti le usano come moderni oracoli: sono gli scommettitori seriali che trovano così conforti numerici e statistici alle proprie infallibili intuizioni, i giornalisti sfiniti dalle quasi quattro ore passate sui gradoni del campo 8 a tifare inutilmente per il gentleman Francesco Passaro, i nerd convinti che un software sofisticato sia meglio di un umano informato. Per sperimentarla, oggi ho chiesto all’IA dell'app: in base ai rispettivi risultati sulla terra rossa nell’ultimo anno, cosa succederà nel corso del match Bellucci vs. Draper, che sta per cominciare adesso? La risposta è complessa, ha un antefatto a cui seguono le previsioni: “Bellucci, 68 ATP, nell’ultimo anno sulla terra rossa ha tenuto il servizio nel 72,2 per cento dei casi (Draper, che è 5 ATP, ha un record pari all’85,3 per cento), alla risposta ha avuto la prevalenza nel 14,8 per cento dei giochi (Draper 27,8), ha segnato un tempo medio totale sui tre set di 111 minuti, a indicare che deve faticare sempre molto”.
Non vi tedierò, ma sappiate che l’IA ha macinato per me un’altra caterva di cifre. Di conseguenza, la sua previsione per il match è stata “prevarrà l’inglese per tre set a zero”, con questo preciso andamento: ”Primo set: Draper sfrutta la debole seconda di servizio di Bellucci, ottiene il break nel quarto gioco e va sul 3-1, chiude il parziale sul 6-3. Secondo set: Mattia aumenta l’aggressività (18,2 per cento di vincenti contro 17,2 di Draper) ma trova una difesa solida, si va al tie break con Draper che prevale dopo un recupero da sotto 2-5. Terzo set: pesa l’affaticamento fisico di Bellucci (alto 1,75 metri contro 1,88 di Draper), gli scambi lunghi favoriscono Jack che ne vince il 53,3 per cento, doppio break finale con il definitivo 6-1”.
Bene, gli spettatori dello stadio Suzanne Lenglen vedono una partita che ha pochissimo da spartire con quella inventata dall’oracolo digitale. Il bustocco allenato da Luca Chiappini, per anni maestro di punta del Tennis Club Gallarate, parte aggredendo il londinese grande amico di Jannik Sinner, lo annichilisce d’invenzioni, addirittura lo arride servendo da sotto in occasione del set point (3-6). Alla ripresa, il vincitore dell’ultimo Indian Wells accelera distaccando immediatamente l’avversario (6-1). Nel terzo parziale si ristabilisce l’equilibrio, ma nel testa a testa ad armi pari è la maggiore esperienza di Draper a fare la differenza (6-4). Nulla da raccontare del quarto set, che scivola via in tutta fretta (6-2).
Non ho ripetuto l’esperimento uomo vs. macchina per le altre tre partite di oggi degli italiani a Parigi. L’avessi fatto, presumo che l’IA avrebbe previsto il successo netto di Flavio Cobolli, reduce dal trionfo nell’ATP 500 di Amburgo, sul pensionando croato Martin Cilic, classe 1988, approdato in tabellone da lucky loser. E così accade. Il romano gestisce gli scambi in sicurezza, chiudendo la pratica in 103 minuti (6-2 6-1 6-3). Sull’adiacente Court 6, intanto, Matteo Arnaldi lotta a lungo, come spesso gli accade, per avere ragione di Felix Auger Aliassime. Il canadese classe 2000, numero 6 ATP tre anni fa (ora è 29), carbura prima del ligure, tenendolo a distanza nei due parziali d’avvio (5-7 2-6). Sulle scomodissime tribunette dell’impianto piazzato tra i due stadi coperti del Roland Garros va in scena anche una civilissima sfida tra i tifosi azzurri e quelli d’oltreatlantico, in maggioranza francofoni del Quebec. Lo sbilanciamento è determinato, all’inizio, dalle assenze di quanti sono a incitare Cobolli e Bellucci. Quando si ristabilisce l’equilibrio, comincia la rincorsa dell’allievo di Alessandro Petrone, nel terzo e quarto set determinato a difendere i break conquistati. La chiave tecnica del cambio d’inerzia del match è la rottura del ritmo imposto da Felix, potente e preciso, grazie a palle corte e a più frequenti discese a rete.
Nonostante le folate di vento all’ora del tramonto, il numero 5 d’Italia e 42 del mondo non si fa distrarre, mette a frutto il break ottenuto nel terzo e nel settimo game e va a chiudere con una rimonta da manuale, del tutto simile a quella che qualche ora prima, sul campo 8, l’olandese Jasper de Jong aveva messo a segno ai danni di Francesco Passaro 3-6 6-7 6-4 7-6 6-1. Il perugino va comunque elogiato per la qualità del gioco e per l’impegno. Parlando con i giornalisti ha onestamente elencato, più tardi, i propri errori di oggi e raccontato delle speranze che continua a tenere vive: “Devo diventare un giocatore più solido, devo imparare a conquistare la rete con regolarità, non basta partire bene se poi non mantengo il livello che è necessario per vincere. Ma io ci credo, insisterò, adesso tornerò a frequentare i Challenger per prendere i punti che servono per entrare in tabellone negli slam”.
Avremo quindi un italiano al terzo turno, visto che nel secondo ci attende il derby tra Cobolli e Arnaldi. Questa è una certezza. Per il resto, non chiederò all’intelligenza artificiale di dirmi chi dei due andrà avanti nel torneo