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Cinque Stelle, è resa dei conti in Campania

È la terra della resa dei conti tra i big 5S, che si annuncia violentissima. Ma anche la frontiera più insidiosa nella partita per le prossime regionali di primavera. La Campania diventa cruna dell’ago dell’alleanza giallorossa. Territorio dove peraltro, tra 25 giorni esatti, rischia di perdere ancora clamorosamente, nelle elezioni suppletive, il Movimento portato da Di Maio prima al governo poi alla debacle.

Se infatti il risultato emiliano rafforza le ragioni del patto Pd-5S, questa accelerazione rischia di irritare non poco De Luca , che a Napoli si racconta come un Bonaccini bis e rivendica la posizione di candidato intoccabile. Ma Zingaretti non ha ancora rinunciato a portare a casa l’idea di quell’abbraccio forzato con i pentastellati nelle sei regioni in cui si vota tra maggio e giugno: ma sa che solo qui una condizione escluderebbe l’altra. O l’alleanza con un nome nuovo, o l’ex sindaco salernitano. Non a caso il segretario dem ha fatto balenare all’amico Vincenzo perfino una irrinunciabile nomina di vertice nelle partecipate di Stato. Il leader Pd ha offerto perfino Finmeccanica. Ma De Luca dice no. O forse alza la posta. Lo stesso Nicola Oddati, responsabile Sud nella segreteria nazionale, spiega che su “De Luca ora non ci sono dubbi, è il nostro candidato, ma se ci sediamo a un tavolo, si discute. Noi non ci siamo mai chiusi a riccio” .

De Luca, consapevole che la Lega è in ascesa in Campania, punta tutto sulla progressiva irrilevanza dei grillini. Del resto, la prossima sconfitta, per loro, sembra dietro l’angolo. Dopo la domenica emiliana dell’amaro calice per Di Maio e del grande sollievo Pd, c’è una quasi certezza a incendiare le chat dei parlamentari pentastellati: “Alle suppletive in Campania arriveremo terzi se va bene. E stavolta succede a casa nostra, non a Bologna”.

Così raccontano adesso i veleni e le accuse incrociate, tra i seguaci di Fico e di Di Maio ormai entrati nel processo finale dello scontro. La base è in rivolta da ore. Tra meno di un mese, per le urne del 23 febbraio a Napoli, si delinea infatti la perdita del seggio al Senato e quindi solo un terzo posto per il Movimento 5 Stelle, dietro la coalizione di centrosinistra, data vincente, e quella di centrodestra (per quanto valgano, ovviamente, i volatili ma reiterati presagi dei sondaggisti.
Quella di Napoli è la prima delle tre tappe delle suppletive: che proseguono il primo marzo a Roma per eleggere il deputato che dovrà subentrare a Gentiloni, e l’8 marzo a Terni per la successione a Tesei, nuova governatrice dell’Umbria.

Sì tratta però di un collegio - quasi 100 mila abitanti, dalla borghesia del Vomero alla rabbia delle periferie est - dove i grillini avevano eletto con oltre il 53 per cento un loro storico supporter, il geologo Franco Ortolani, scomparso purtroppo lo scorso novembre. Le previsioni danno invece il Movimento grillino - e il candidato Luigi Napolitano, vecchio amico di facoltà dell’ex spensierato Di Maio e molto contestato per la sua selezione su Rousseau - appena al 10 per cento. Per quanto si tratti di un mini test, sarebbe una debacle sonora in ‘casa’, nella Campania che fu letteralmente travolta dal trionfo dell’onda gialla, che aveva portato a Roma ben 40 deputati e 20 senatori, con punte del 55 e 60 per cento. Era solo un anno e dieci mesi fa. Un altro mondo.
Ma attenzione, in vista delle imminenti regionali di primavera, darli per morti nel Mezzogiorno potrebbe essere un altro errore.
La Campania resta la regione d’Italia con il numero record di destinatari del reddito di cittadinanza. È la terra di Fico e di Di Maio, dei ministri Spadafora e Costa, a sua volta candidato in pectore per il ruolo di governatore. I voti potranno essere dimezzati, difficile si perda lo zoccolo d’oro dei militanti di oggi e della rete dei meet-up di ieri. La salita per Palazzo Santa Lucia è ancora tortuosa, ma sarà decisiva per i progetti di consolidamento del nuovo Pd sulla prima porta del Sud. 

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/omissis/2020/01/28/audio/cinque_stelle_e_resa_dei_conti_in_campania-423008471/

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