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Dalla cronaca, alla politica, allo spettacolo: quello che è coperto ma è importante sapere. Ogni mercoledì il podcast di Conchita Sannino su Repubblica

Nuova alleanza sotto il Vesuvio

Dall’Arte della commedia (di Eduardo) a quella della diplomazia (e della politica) italiana. Aspettava da due anni, il Trattato del Quirinale : tra annunci, impegni e clamorose battute d’arresto. Ma ora l’intesa istituzionale che dovrebbe strutturare relazioni e scambi obbligatori tra Italia e Francia su dossier fondamentali come Industria, Cultura, Sicurezza e Migranti vedrà la luce tra pochi giorni, il 27 febbraio, sullo sfondo del golfo partenopeo, nell’incontro tra il presidente Emmanuel Macron e il premier Conte. Cruciale appuntamento : sia per le numerose partite economiche in ballo - dall’aerospaziale alle infrastrutture - sia per gli equilibri in Libia e Medio Oriente dopo i recenti teatri di guerra.  
Un traguardo da celebrare a Palazzo Reale, a Napoli, la città italiana più amata da Macron secondo le sue stesse confidenze - anche per il legame con il genio di Eduardo De Filippo - visto che è sulla messa in scena giovanile di un suo testo, l’Arte della commedia, che il presidente deve l’incontro con sua moglie, Brigitte Trogneux, come confessó in una intervista Rai a Che tempo che fa.   
In queste ore, ministri e diplomazie lavorano molto riservatamente ai dettagli della nuova alleanza con il capo dell’Eliseo, già annunciata dall’allora premier Gentiloni a gennaio del 2018, avversata dai sovranisti e in generale dall’attuale opposizione italiana, ma ritenuta indispensabile dai rispettivi governi per porre in salvo i rapporti tra i due paesi fondatori dell’Unione e cautelare gli incandescenti interessi, spesso in conflitto, che si intrecciano tra Roma e Parigi. 
L’obiettivo è una rinnovata e duplice dimensione bilaterale ed europea. D’altro canto il Trattato del Quirinale - detto così perché si aggiunge e fa da contraltare a quello di Aquisgrana che ha già rafforzato il patto bilaterale tra Francia e Germania - doveva essere chiuso nel secondo semestre del ‘18, agenda capovolta letteralmente dall’insediamento del governo giallo verde a Palazzo Chigi, via via determinato a mutare il segno dei rapporti con l’Eliseo. Esattamente un anno fa, il culmine della crisi: il 7 febbraio la Francia richiamava l’ambasciatore a Roma per “gli attacchi senza precedenti” come spiegó il ministero degli Esteri di Parigi, e dopo “le ultime Ingerenze” ritenute “una provocazione ulteriore ed inaccettabile”. 
È un braccio di ferro costante, in quell’inverno difficile per l’Eliseo. Macron non tollera e non dimentica le esternazioni e le scelte dell’allora risoluta coppia: né le accuse di Salvini sui migranti, né la mossa di Di Maio di incontrare i Gilet Gialli autori di violenze di piazza e rivendicarne il sostegno. E oggi potrebbe essere arduo rivederlo mentre sorride al presidente francese. 
Ma ora lo scenario è completamente mutato, Conte vuole intestarsi la missione. Il ministro agli Affari Europei, Amendola, si occupa da mesi dei colloqui preparatori con gli omologhi uffici francesi, sulla base del lavoro bilaterale già messo a punto dai tre saggi nominati a suo tempo da Gentiloni: gli ex ministri Franco Bassanini e Paola Severino, l’ex consigliere per l’Europa Marco Piantini. Il Trattato attende solo di avere le ultime verifiche dai vertici governativi, per andare in porto sotto il profilo iconico del Vesuvio .  
Il sindaco di Napoli de Magistris ha inviato da tempo una lettera di profonda gratitudine al presidente a Parigi, è pronto a spalancargli anche le porte del solenne teatro San Carlo dove a breve si insedierà un altro francese, amico dell’Eliseo: Stéphane Lissner. Stendhal diceva - lo ha scandito Macron un anno fa - che ci sono due capitali in Europa , e l’altra è Napoli. Dopo Parigi, naturalmente. 
 

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/omissis/2020/02/04/audio/nuova_alleanza_sotto_il_vesuvio-423008629/

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