omissis
Dalla cronaca, alla politica, allo spettacolo: quello che è coperto ma è importante sapere. Ogni mercoledì il podcast di Conchita Sannino su Repubblica

Fortuna e le amiche

Sarà un anno tra pochi giorni. Un atto di ribellione e un dolore che per cicatrizzarsi ha dovuto buttare giù omertà e pareti domestiche, sabotare un silenzio che sembrava impossibile da vincere. Un anno che, alle esequie di Fortuna Bellisario, le sue amiche con un gesto forte che nessuno aveva mai visto in una chiesa, fecero cenno agli uomini di farsi da parte, tutti, parenti, amici, figli, nipoti, addetti alle onoranze funebri.

Un gesto secco per dire “basta, ce ne prendiamo cura noi adesso” e dall’altare fino in strada, per centinaia di metri, in dieci, solo madri o mogli o nonne, si caricarono in spalla la bara che trasportava una loro compagna di rione. Una che avevano perso di vista ma non smesso di amare, una donna affondata come altre in un condominio ultrapopolare della periferia nord di Napoli. Un limbo, di quelli in cui non si fa più caso alle liti violente. E dove si può morire di botte nel rumore di fondo dell’indifferenza.
 
Fortuna aveva solo trentasette anni e il 7 marzo dell’anno scorso la trovarono sul pavimento, insanguinata, nella sua casa dei Bipiani di Miano, la spesa appena fatta e riposta in frigo, il pranzo preparato, i suoi tre bambini da una nonna: e lei a terra, sotto il pestaggio ordinario di suo marito. Colpi sferrati prima a mani nude e poi con una stampella ortopedica, quella che il coniuge assassino Vincenzo Lopresto usava come sostegno per le sue gambe e arma per la madre dei suoi tre figli. Fortuna non ha scampo: anche perché, nonostante porti sul corpo e persino tra i capelli lividi e segni anche datati, non ha mai denunciato quell’uomo.

Ma è a quel punto che le sue ex compagne di giochi o di scuola, nei vicoli del rione Sanità, comprendono di doversi salvare da sole, che non c’è più tempo, che i loro uomini picchiatori sono potenziali killer e non mariti da accudire. L’omertà è il sigillo che porta alla tomba, tocca parlare e magari gridare, in memoria di Fortuna. E loro lo fanno. Loro. Brunella, Anna, Angela, Manuela, Concetta, Prima in strada, poi in chiesa, poi con il sacerdote padre Antonio, con Ivo il presidente di municipalità, con Manuela l’avvocatessa, con Martina la psicologa. Le loro parole disegnano per la prima volta un’alleanza, fondano un’associazione. 

Si sono battezzate Le Forti Guerriere, un po’ per guasconeria, un po’ per darsi coraggio di fronte al terrore che le paralizza di più: perdere i figli. Combattenti con le loro fragilità: la scuola lasciata troppo presto, la vergogna di inciampare nei discorsi, di parlare in pubblico, eppure pochi giorni fa trovano il coraggio di salire su un palco, presentarsi alla città, ringraziare le amiche che hanno avuto fede nell’amicizia e fiducia nella giustizia, magari affrontando un processo contro un marito picchiatore e camorrista.

E chiamano Cristina Donadio, attrice di talento e passione civile, a portare la loro missione anche fuori. Perché Cristina, interprete di autori classici e d’avanguardia, volto amato della scena teatrale e del cinema, è molto più di una testimonial. Dà voce alle loro storie, dà forza al loro cammino. “Anche io ho subìto un amore malato – ha raccontato loro Cristina -. Non è vero che queste cose succedono solo nei cosiddetti quartieri a rischio, o dove ci sono deficit culturali. Anche io ho avuto un uomo che mi manipolava con possessività, dicendo: “Se ti amo male è perché ti amo troppo”. Quindi conosco l’argomento. E se ci mettiamo addosso ancora l’armatura di Forti Guerriere, come oggi, significa che c’è una consapevolezza ma che la guerra è ancora in corso. Purtroppo”. 

Cristina è stata con loro a lungo, le più giovani le chiedono i selfie, la foto con la Scianel di Gomorra, Donadio risponde: “Con Cristina, sì. Con Scianel no. È peggio dei picchiatori quella, stesso potere criminale”. La strada è ancora lunga, insomma. Ma tra pochi giorni sarà un anno. Il martirio di Fortuna non è stato invano. 

Ascolta
  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/omissis/2020/03/03/audio/fortuna_e_le_amiche-423008627/

Gli altri contenuti della rubrica - Omissis