di ANAIS GINORI
Esiste la fastidiosa tendenza a considerare le giornate delle mamme come un tempo intellettualmente povero, di scarso interesse se non per discutere di pannolini, biberon e amene faccende casalinghe. Chi la pensa così non è andato a vedere uno dei tanti mom blogs.
Questi diari online di vite, pensieri, parole, ormai diffusi anche in Italia, coprono l'infinito modo di vivere la maternità, dall'ansia di prestazione alla cronica insoddisfatta fino all'egoista impenitente. Confermano o smentiscono gli stereotipi. Non importa. Sono l'espressione di una conversazione globale che ha liberato la mammitudine dal confine delle quattro mura domestiche, come dimostra il successo del primo raduno di Mumsnet, il più importante sito inglese di mamme blogger. La manifestazione avvenuta a Londra qualche giorno fa ha fatto il tutto esaurito. Ci sono state alcune star come la giornalista Catlin Moran (autrice di Ci vogliono le palle per essere donna) e un discorso molto applaudito di Miriam González Durántez, moglie del vicepremier Nick Clegg, madre di tre figli e affermato avvocato d'affari e perciò first
lady riluttante (benvenuta nel club).
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Sbaglia infatti chi pensa che le mamme passino il tempo a parlare di smagliature e puericultura. Durante le elezioni politiche del 2010 i due principali candidati premier, David Cameron e Gordon Brown, si sono
sottoposti alle domande delle utenti di Mumsnet per parlare di aborto, tasse, scuola.
Oltre a usare spesso la salvifica arte dell'autoironia, molte blogger sono considerate opinion maker, influenti e ascoltate, corteggiatissime da aziende che le vorrebbero come sponsor dei loro prodotti. Alcune conoscono un successo fuori dalla Rete, firmando manuali e organizzando convegni. A pensarci bene: chi ha venduto più libri negli ultimi anni?
Due donne. J. K. Rowling ed E. L. James. Due mamme britanniche che hanno incominciato a scrivere, ritagliandosi uno spazio nell'universo spesso totalizzante della maternità. Altro che una stanza tutta per sé.
twitter @anaisginori
hashtag: #parlaconlei
Esiste la fastidiosa tendenza a considerare le giornate delle mamme come un tempo intellettualmente povero, di scarso interesse se non per discutere di pannolini, biberon e amene faccende casalinghe. Chi la pensa così non è andato a vedere uno dei tanti mom blogs.
Questi diari online di vite, pensieri, parole, ormai diffusi anche in Italia, coprono l'infinito modo di vivere la maternità, dall'ansia di prestazione alla cronica insoddisfatta fino all'egoista impenitente. Confermano o smentiscono gli stereotipi. Non importa. Sono l'espressione di una conversazione globale che ha liberato la mammitudine dal confine delle quattro mura domestiche, come dimostra il successo del primo raduno di Mumsnet, il più importante sito inglese di mamme blogger. La manifestazione avvenuta a Londra qualche giorno fa ha fatto il tutto esaurito. Ci sono state alcune star come la giornalista Catlin Moran (autrice di Ci vogliono le palle per essere donna) e un discorso molto applaudito di Miriam González Durántez, moglie del vicepremier Nick Clegg, madre di tre figli e affermato avvocato d'affari e perciò first
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Sbaglia infatti chi pensa che le mamme passino il tempo a parlare di smagliature e puericultura. Durante le elezioni politiche del 2010 i due principali candidati premier, David Cameron e Gordon Brown, si sono
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Oltre a usare spesso la salvifica arte dell'autoironia, molte blogger sono considerate opinion maker, influenti e ascoltate, corteggiatissime da aziende che le vorrebbero come sponsor dei loro prodotti. Alcune conoscono un successo fuori dalla Rete, firmando manuali e organizzando convegni. A pensarci bene: chi ha venduto più libri negli ultimi anni?
Due donne. J. K. Rowling ed E. L. James. Due mamme britanniche che hanno incominciato a scrivere, ritagliandosi uno spazio nell'universo spesso totalizzante della maternità. Altro che una stanza tutta per sé.
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