Parla con lei

Il format Petraeus
batte la fiction

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Il generale David Petraeus avrà pure avuto una settimana faticosa, ma mai quanto quella delle spettatrici che hanno visto le sue corna alterare i loro giudizi sulla programmazione televisiva. La domenica sera negli Stati Uniti va in onda Homeland, improbabile telefilm in cui un’agente della Cia è innamorata di uno che tutti credono un eroe di guerra ma in realtà è una cellula di al Qaeda. L’ultima puntata arrivava dopo due giorni di cronaca intricatissima, tra email zozze, minacce di amanti ad altre amanti, gemelle che frequentano solo uomini istituzionali e altro materiale da soap che invece era materiale da tg.

Nessuno pensava che Carrie (quella di Homeland, interpretata da Claire Danes) sarebbe stata all’altezza di Paula e di Jill e della gemella di Jill. Oltretutto ormai la Cia sa che il militare è passato al nemico, lei è una donnetta emotiva ma anche una fredda spia, non ci cascherà più. E invece. E invece domenica Carrie e Brody si sono baciati di nuovo.Due giorni dopo, in Italia, FoxLife cominciava a trasmettere la prima stagione di Scandal, serie che ha per protagonista una risolutrice di problemi già amante del Presidente degli Stati Uniti. Le amanti degli intrighi l’avrebbero in altri momenti guardata con gran gusto, lo so perché sono una di loro e ne ho vista ogni puntata. Prima.

Poi, sono arrivate le migliori corna del secolo. Rendendo improvvisamente inadeguato Scandal: con quella protagonista che, nonostante entrambi si struggano ancora d’amore, interrompe la relazione con un uomo che non può divorziare; quel capo dello staff gay sposato e noiosamente fedele; quei militari che dalle zone di guerra non hanno tempo di mandare 30 mila email porcheggianti. Roba che sembrava scandalosa prima che il format Petraeus stabilisse nuovi canoni narrativi, dei quali sarà durissima essere all’altezza.
Twitter: @lasoncini