di GUIA SONCINI
Ricorderemo questo novembre come la sagra del maschilismo un tanto al chilo. Lunedì, ad Agorà, un tizio che lavora per la Santanché e un tizio che lavora per Il Fatto si sono rinfacciati inadeguatezze e irrilevanze, si sono tirati (figuratamente) i capelli come due soubrette in crisi ipoglicemica sull'Isola dei famosi, uno dei due se n'è andato: nessuno ha pensato fosse altro che un litigio tra adulti, nessuno ha detto niente sui maschi che non sanno essere solidali tra loro.
La settimana prima, Beppe Grillo aveva chiamato la smania narcisista per cui una sua candidata era voluta andare in tv "punto G", invece di dire che andare in tv procura erezioni. E poi c'era stato Roberto Formigoni: se n'era andato dallo studio di Cristina Parodi furibondo, minacciando di licenziamento e rimproverando aspramente la sua portavoce. Che è una donna.
SCOPRI LA PRIMA PAGINA DI RSERA
Se due uomini litigano, per quanto infantili siano gli argomenti, è un acceso scontro dialettico. Formigoni e Grillo hanno osato litigare con due donne - si sa: una categoria fragile - e quindi sono due sporchi maschilisti. Ma se due donne avessero litigato tra loro, ci scommetto, sarebbe stata la settimana delle donne che non sanno fare lobby, e dei titoli "Eva contro Eva".
Non c'è salvezza dall'etichetta, che sia "maschilismo" o "gallinaio", e non è neanche un tic italiano. Un giornalista della Nbc ha chiesto alla capogruppo dei Democratici Nancy Pelosi se i suoi molti mandati non impediscano un ricambio della rappresentanza parlamentare nel partito: nel filmato si sentono le altre donne presenti che inveiscono "Discriminazione!", dando del maschilista al Matteo Renzi del giornalismo americano. Cosa che con l'originale non abbiamo mai potuto fare, non essendoci qui neanche una donna abbastanza potente da valere un incentivo alla rottamazione.
Twitter: @lasoncini
Hasgtag: #parlaconlei
Ricorderemo questo novembre come la sagra del maschilismo un tanto al chilo. Lunedì, ad Agorà, un tizio che lavora per la Santanché e un tizio che lavora per Il Fatto si sono rinfacciati inadeguatezze e irrilevanze, si sono tirati (figuratamente) i capelli come due soubrette in crisi ipoglicemica sull'Isola dei famosi, uno dei due se n'è andato: nessuno ha pensato fosse altro che un litigio tra adulti, nessuno ha detto niente sui maschi che non sanno essere solidali tra loro.
La settimana prima, Beppe Grillo aveva chiamato la smania narcisista per cui una sua candidata era voluta andare in tv "punto G", invece di dire che andare in tv procura erezioni. E poi c'era stato Roberto Formigoni: se n'era andato dallo studio di Cristina Parodi furibondo, minacciando di licenziamento e rimproverando aspramente la sua portavoce. Che è una donna.
SCOPRI LA PRIMA PAGINA DI RSERA
Se due uomini litigano, per quanto infantili siano gli argomenti, è un acceso scontro dialettico. Formigoni e Grillo hanno osato litigare con due donne - si sa: una categoria fragile - e quindi sono due sporchi maschilisti. Ma se due donne avessero litigato tra loro, ci scommetto, sarebbe stata la settimana delle donne che non sanno fare lobby, e dei titoli "Eva contro Eva".
Non c'è salvezza dall'etichetta, che sia "maschilismo" o "gallinaio", e non è neanche un tic italiano. Un giornalista della Nbc ha chiesto alla capogruppo dei Democratici Nancy Pelosi se i suoi molti mandati non impediscano un ricambio della rappresentanza parlamentare nel partito: nel filmato si sentono le altre donne presenti che inveiscono "Discriminazione!", dando del maschilista al Matteo Renzi del giornalismo americano. Cosa che con l'originale non abbiamo mai potuto fare, non essendoci qui neanche una donna abbastanza potente da valere un incentivo alla rottamazione.
Twitter: @lasoncini
Hasgtag: #parlaconlei