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Gli stereotipi sotto l'albero

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I pregiudizi hanno la pelle dura. Anche a Natale. Anzi, soprattutto a Natale. Quando si tratta di fare i regali e si cerca disperatamente qualche idea guardandosi in giro. Anche se in giro, di idee nuove, non ce ne sono proprio. E si finisce sempre con l'imbattersi nei soliti cliché. Cercate un bel regalo per vostra figlia? Niente di più semplice. Ecco a voi una splendida serie di bambole e di vestiti da principessa. Sul sito francese My Toys, la rubrica più consultata in questi ultimi giorni è quella dedicata alle "piccole mamme". Su Cdiscount, figura in bella mostra un "asse da stiro per principesse". Su King Jouet, "la regina è in cucina". Senza dimenticarsi ovviamente delle lavatrici, delle scope e degli aspirapolvere, perché "fare tutto come la mamma, è divertente"!  

Gli anni passano. Le proposte educative per decostruire gli stereotipi di genere si moltiplicano. Ma le abitudini restano. Soprattutto quando si tratta di cercare i regali da mettere sotto l'albero di Natale. Visti i cataloghi e le pubblicità, anche per quest'anno le bimbe dovranno accontentarsi di bambolotti da accudire e di elettrodomestici con cui imparare a cimentarsi per diventare brave donnine di casa a differenza dei bambini che potranno immaginarsi medici o ingegneri, piccoli chimici o uomini politici. E poi ci si lamenta che, una volta grandi, i maschietti continueranno a delegare le mansioni domestiche alle donne e le femminucce finiranno per accettare di guadagnare meno degli uomini, di occupare posizioni svantaggiate e di vivere "doppie giornate".

È il solito problema delle abitudini Quando ci si abitua a comportarsi in un certo modo, è difficile cambiare perché ci si convince che il comportamento fa parte della propria natura e che non si può fare altro che adeguarcisi. L'ennesima bugia, come spiegava già Etienne de la Boétie nel suo capolavoro, La servitù volontaria. Ma se nessuno ce lo spiega, come facciamo a capirlo?

Twitter: @MichelaMarzano