“Salta, Maggie, salta”. E' passato più di mezzo secolo ma capita ancora di emozionarsi vedendo il tormento interno di una donna in bilico tra fuoco e precipizio, come una 'gatta su un tetto che scotta'. Quando Tennessee Williams scrisse il dramma teatrale nel 1955, scelse di sfidare la censura e la mentalità dell'epoca, affrontando le pulsioni inconfessabili di una moglie frustrata, la pressione sociale alla maternità, l'omosessualità repressa negli uomini.
Maggie “la gatta” è una donna vanitosa e fragile. Guardandosi nello specchio, non comprende l'ostinato rifiuto sessuale del marito, Brick, che pure le dorme accanto ogni notte. E' costretta a rimanere in quella che definisce una “gabbia”, bruciando a fuoco lento senza poter scappare. L'inquietudine disperata di Maggie, il complesso rapporto con il corpo, l'erotismo, le convenzioni, sono stati interpretati da Elisabeth Taylor in coppia con Paul Newman nell'omonimo film del 1958, e poi da molte altre attrici.
Ora tocca a Scarlett Johansson, di scena a Broadway insieme a Benjamin Walker nel ruolo di Brick, in nuovo adattamento che sta ottenendo successo di pubblico ma non altrettanto di critica. L'attrice quasi trentenne lascia gli spettatori senza fiato quando appare sul palco in sottoveste. Peccato che poi l'incantesimo si spezzi appena inizia a parlare.
Come ha scritto il New York Times, Johansson ha una recitazione forzata, nel tentativo di imitare l'accento del Mississippi, dov'è ambientata la storia. Resta la potenza di un personaggio femminile raccontato attraverso dialoghi memorabili ('Mi sento come una gatta sul tetto che scotta'/'Salta, Maggie, salta'/'Saltare dove?'), che oscilla tra isteria e masochismo, voglia di gettare tutto all'aria e istinto di sottomissione.
"Maggie è forte e vulnerabile al tempo stesso: esattamente come io mi sento" ha spiegato l'attrice, fresca di divorzio dall'attore Ryan Reynolds. Finora il nuovo adattamento ha fatto discutere per il compenso che è stato offerto alla giovane diva: 40mila dollari a settimana.
Negli ultimi anni, "La gatta sul tetto che scotta" è stato rappresentato ben tre volte a Broadway. Un revival per tante donne che continuano a identificarsi con Maggie, i suoi desideri irrealizzati. Vittima degli altri, o forse solo di se stessa.
Twitter @anaisginori
Maggie “la gatta” è una donna vanitosa e fragile. Guardandosi nello specchio, non comprende l'ostinato rifiuto sessuale del marito, Brick, che pure le dorme accanto ogni notte. E' costretta a rimanere in quella che definisce una “gabbia”, bruciando a fuoco lento senza poter scappare. L'inquietudine disperata di Maggie, il complesso rapporto con il corpo, l'erotismo, le convenzioni, sono stati interpretati da Elisabeth Taylor in coppia con Paul Newman nell'omonimo film del 1958, e poi da molte altre attrici.
Ora tocca a Scarlett Johansson, di scena a Broadway insieme a Benjamin Walker nel ruolo di Brick, in nuovo adattamento che sta ottenendo successo di pubblico ma non altrettanto di critica. L'attrice quasi trentenne lascia gli spettatori senza fiato quando appare sul palco in sottoveste. Peccato che poi l'incantesimo si spezzi appena inizia a parlare.
Come ha scritto il New York Times, Johansson ha una recitazione forzata, nel tentativo di imitare l'accento del Mississippi, dov'è ambientata la storia. Resta la potenza di un personaggio femminile raccontato attraverso dialoghi memorabili ('Mi sento come una gatta sul tetto che scotta'/'Salta, Maggie, salta'/'Saltare dove?'), che oscilla tra isteria e masochismo, voglia di gettare tutto all'aria e istinto di sottomissione.
"Maggie è forte e vulnerabile al tempo stesso: esattamente come io mi sento" ha spiegato l'attrice, fresca di divorzio dall'attore Ryan Reynolds. Finora il nuovo adattamento ha fatto discutere per il compenso che è stato offerto alla giovane diva: 40mila dollari a settimana.
Negli ultimi anni, "La gatta sul tetto che scotta" è stato rappresentato ben tre volte a Broadway. Un revival per tante donne che continuano a identificarsi con Maggie, i suoi desideri irrealizzati. Vittima degli altri, o forse solo di se stessa.
Twitter @anaisginori