Parla con lei

Se Parigi dimentica di essere laica

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C'ERA una volta la laicità in Francia. Fino a qualche anno fa, infatti, a nessuno sarebbe venuto in mente di parlare pubblicamente della propria fede o di utilizzare la religione come argomento intellettuale. C'era una separazione netta tra la sfera pubblica e la sfera privata, i poteri politici e le istituzioni religiose. Lo Stato aveva una posizione neutra, lasciando ad ogni cittadino una piena libertà di coscienza. E anche quando si trattava di temi molto sensibili (procreazione artificiale, testamento biologico, diritti degli omosessuali), le morali religiose non interferivano con le decisioni della Repubblica.

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Ma questo accadeva prima. Prima che si parlasse di "matrimonio per tutti". Prima che si invocasse la possibilità per le coppie omosessuali di adottare un bambino. Prima della grande manifestazione organizzata a Parigi domenica e che ha visto centinaia di persone scendere in strada per contestare la proposta di legge del Governo socialista.

In queste ultime settimane, si sta assistendo in Francia al ritorno fracassante sulla scena pubblica della morale religiosa. Certo, nessuno sembra voler giudicare l'orientamento sessuale delle persone. Ma che si tratti dei Cattolici, degli Ebrei o dei Musulmani, nessuno sembra voler sentir parlare di matrimonio gay. Il matrimonio è per tutti, come spiega una delle organizzatrici della manifestazione parigina, tranne che per gli omosessuali.

"I figli non sono merce", "Sì al sesso, no al genere", "Difendere la differenza sessuale significa difendere la dignità umana". Ecco alcuni degli slogan di domenica, ripetuti in modo quasi ossessivo in televisione o alla radio. Come se una coppia omosessuale che desidera adottare un bambino volesse trattarlo come un giocattolo. Come se l'orientamento sessuale dipendesse automaticamente dal sesso. Come se un omosessuale avesse come obiettivo quello di cancellare l'esistenza della differenza sessuale.

Banalità ed errori concettuali che sono stati anche insegnati la sera durante workshop organizzati appositamente per permettere ai fedeli di argomentare contro il progetto di legge in nome della civiltà. E se l'inciviltà cominciasse proprio nel momento in cui ci si dimentica della tolleranza e dell'accettazione della diversità e delle differenze che è proprio uno dei cardini della fede?

Twitter: @MichelaMarzano
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