Parla con lei

La Rossa senza nome ha ucciso il diavolo

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Di lei si conosce solo l'età, circa trent'anni, e una scarna descrizione fisica: una bella ragazza con una folta capigliatura rossa. Il suo capo alla Cia, Michael Scheuer, dice così: "Se ti morde alla caviglia, non ti molla più". Ovviamente non si chiama Maya, come nel film Zero Dark Thirty di Katherine Bigelow, ora in uscita in Italia. Insieme allo sceneggiatore Marc Boal, la regista premio Oscar ha costruito il film intorno a questo personaggio vero ma avvolto nel mistero: la donna che ha dato la caccia a Osama Bin Laden. È l'aspetto più inedito e sorprendente nel ripercorrere la "guerra al terrore" che ha combattuto l'America nell'ultimo decennio.

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Dentro all'unità speciale che si è messa sulle tracce del Nemico Numero Uno, la cosiddetta Alec Station, c'erano 17 donne su 24 agenti. Il personale della Cia è ormai al 43% femminile, come si vede anche nella serie Homeland. "Le donne hanno uno straordinario talento per il dettaglio" ha raccontato il capo dell'unità speciale, Scheuer, nel libro Caccia all'Uomo di Peter L. Bergen. L'identità dell'agente che ha ispirato Zero Dark Thirty, interpretata da Jessica Chastain mentre assiste alle torture oppure si presenta come "la figlia di puttana che ha trovato il rifugio" di Bin Laden, rimane ovviamente top secret. Qualcuno dice si chiami Frederica, altri Vivian. Forse Jen, secondo il libro No easy day di Mark Owen, pseudonimo di Matt Bissonnette, uno dei seals dell'operazione. È ai piedi di Jen che le forze speciali hanno scaricato il cadavere nella notte del 1 maggio 2011, a Jalalabad.

Bissonnette la ricorda "pallida e stressata", in "tacchi alti", mentre scoppia a piangere davanti alla fine di un'ossessione durata dieci anni. Da quando è uscito, il film è al centro di polemiche sulla presunta giustificazione delle torture nella lotta al terrorismo. Ma rimane questo dato simbolico: neanche il miglior sceneggiatore avrebbe sognato di far uccidere il capo di Al Qaeda, per cui la condizione femminile è rimasta ferma al Medioevo, da una spietata agente Cia. Bigelow sostiene: "Avrei fatto il film anche se fosse stato un uomo". Difficile crederle.

Twitter: @anaisginori