L'odore dei poveri
non si addice all'arte
di MICHELA MARZANO
Anche nella civilissima Francia i pregiudizi hanno la pelle dura. E, nonostante le battaglie dell'attuale Governo per aiutare i più svantaggiati a trovare il modo per uscire dalla miseria e dalle difficoltà socio-culturali in cui si trovano, si continuano a perpetrare scene di ordinario disprezzo. Come quella della settimana scorsa al Musée D'Orsay allorché le forze di sicurezza, spinte dalle lamentele di alcuni visitatori, avrebbero deciso di espellere una coppia che, insieme al figlio, stava tranquillamente camminando tra i capolavori del museo in compagnia di un volontario dell'associazione ATD, Agir tous pour la dignité.
Inaugurato nel 1986, il Musée d'Orsay è una delle tappe obbligate per chi visita oggi Parigi. Un must dell'arte moderna che ospita, oltre ad un numero impressionante di quadri e di sculture realizzate tra il 1848 e il 1914, la più grande collezione al mondo di opere impressioniste. Uno dei tanti luoghi che Au…
Inaugurato nel 1986, il Musée d'Orsay è una delle tappe obbligate per chi visita oggi Parigi. Un must dell'arte moderna che ospita, oltre ad un numero impressionante di quadri e di sculture realizzate tra il 1848 e il 1914, la più grande collezione al mondo di opere impressioniste. Uno dei tanti luoghi che Au…
Anche nella civilissima Francia i pregiudizi hanno la pelle dura. E, nonostante le battaglie dell'attuale Governo per aiutare i più svantaggiati a trovare il modo per uscire dalla miseria e dalle difficoltà socio-culturali in cui si trovano, si continuano a perpetrare scene di ordinario disprezzo. Come quella della settimana scorsa al Musée D'Orsay allorché le forze di sicurezza, spinte dalle lamentele di alcuni visitatori, avrebbero deciso di espellere una coppia che, insieme al figlio, stava tranquillamente camminando tra i capolavori del museo in compagnia di un volontario dell'associazione ATD, Agir tous pour la dignité.
Inaugurato nel 1986, il Musée d'Orsay è una delle tappe obbligate per chi visita oggi Parigi. Un must dell'arte moderna che ospita, oltre ad un numero impressionante di quadri e di sculture realizzate tra il 1848 e il 1914, la più grande collezione al mondo di opere impressioniste. Uno dei tanti luoghi che Aurélie Filippetti, l'attuale Ministro della Cultura, aveva invitato a far visitare soprattutto ai meno abbienti, perché "la cultura è uno degli strumenti più efficaci per lottare contro le disuguaglianze e le ingiustizie".
Come è possibile che proprio qui si sia consumata quest'ennesima ingiustizia? Come si fa a cacciare una famiglia perché "puzzerebbe", senza rendersi conto della violenza simbolica del gesto?
A differenza dei soldi che non hanno odore, la povertà continua a puzzare, come diceva lo scrittore Paul Léautaud. Peccato che a ricordarcelo sia proprio un luogo in cui la cultura dovrebbe essere al servizio di tutti. E che le scuse laconiche fatte l'indomani dalla direzione del museo non servano a cancellare l'umiliazione di questa famiglia. Come se proprio i guardiani della cultura fossero ancora incapaci di mettere in pratica quello che, in fondo, è il messaggio più importante che ci viene dalla cultura, ossia il rispetto della dignità umana.
Twitter: @MichelaMarzano
Inaugurato nel 1986, il Musée d'Orsay è una delle tappe obbligate per chi visita oggi Parigi. Un must dell'arte moderna che ospita, oltre ad un numero impressionante di quadri e di sculture realizzate tra il 1848 e il 1914, la più grande collezione al mondo di opere impressioniste. Uno dei tanti luoghi che Aurélie Filippetti, l'attuale Ministro della Cultura, aveva invitato a far visitare soprattutto ai meno abbienti, perché "la cultura è uno degli strumenti più efficaci per lottare contro le disuguaglianze e le ingiustizie".
Come è possibile che proprio qui si sia consumata quest'ennesima ingiustizia? Come si fa a cacciare una famiglia perché "puzzerebbe", senza rendersi conto della violenza simbolica del gesto?
A differenza dei soldi che non hanno odore, la povertà continua a puzzare, come diceva lo scrittore Paul Léautaud. Peccato che a ricordarcelo sia proprio un luogo in cui la cultura dovrebbe essere al servizio di tutti. E che le scuse laconiche fatte l'indomani dalla direzione del museo non servano a cancellare l'umiliazione di questa famiglia. Come se proprio i guardiani della cultura fossero ancora incapaci di mettere in pratica quello che, in fondo, è il messaggio più importante che ci viene dalla cultura, ossia il rispetto della dignità umana.
Twitter: @MichelaMarzano