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L'addestramento delle manager

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LA PROTESTA per il comitato di saggi del Quirinale in cui non è prevista alcuna presenza femminile provoca due riflessioni. Finché a lamentarsi di queste dimenticanze saranno sempre e solo le donne non cambierà mai niente, quindi bene che qualche dirigente politico e poi persino il capo dello Stato si siano scusati.

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La seconda considerazione riguarda l’eterno dibattito intorno alle quote rosa: potrebbero creare una consuetudine dall’alto e, nel tempo, forse anche una cultura diffusa? Certo, a nessuna donna piacerebbe essere scelta in base all’anagrafe e non per talento o preparazione. Ma se guardiamo dalle parti della Scandinavia vediamo che, persino in Norvegia, è stato complicato cambiare una lunga abitudine alla cooptazione tra uomini ai vertici (imprese o politica, non fa così tanta differenza).

L’Herald Tribune ha raccontato in un articolo come molte manager norvegesi siano oggi co…
LA PROTESTA per il comitato di saggi del Quirinale in cui non è prevista alcuna presenza femminile provoca due riflessioni. Finché a lamentarsi di queste dimenticanze saranno sempre e solo le donne non cambierà mai niente, quindi bene che qualche dirigente politico e poi persino il capo dello Stato si siano scusati.

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La seconda considerazione riguarda l’eterno dibattito intorno alle quote rosa: potrebbero creare una consuetudine dall’alto e, nel tempo, forse anche una cultura diffusa? Certo, a nessuna donna piacerebbe essere scelta in base all’anagrafe e non per talento o preparazione. Ma se guardiamo dalle parti della Scandinavia vediamo che, persino in Norvegia, è stato complicato cambiare una lunga abitudine alla cooptazione tra uomini ai vertici (imprese o politica, non fa così tanta differenza).

L’Herald Tribune ha raccontato in un articolo come molte manager norvegesi siano oggi costrette a frequentare un campo di addestramento estivo per essere candidate ai board delle società quotate. Alle donne, spiegano i responsabili, mancano le capacità di “networking”, così come la vocazione alla leadership (il “soffitto di cristallo” spesso è dentro di noi).

Sono cliché, in parte sbagliati. Ma intanto è vero che dal 2003, quando venne approvato l’obbligo di parità nei cda, solo il 30% delle società norvegesi si è adeguato. Un dato positivo rispetto al resto del mondo (in Italia, con una normativa simile varata nel 2011, c’è stato un leggero aumento dal 10 all’11%) eppure molto lontano da quel che sperava il governo di Oslo.

Se poi si guarda alle posizioni dirigenziali solo il 20% di manager norvegesi è donna, rispetto al 30% della Germania di Angela Merkel che, guarda caso, è una fiera oppositrice delle quote rosa.
Twitter: @anaisginori