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Le donne all'ombra dei grandi successi

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Circola in rete una petizione per assegnare il Pritzker, il Nobel dell'architettura, all'americana Denise Scott Brown, esponente della corrente postmodernista diffusa dagli anni Sessanta. In realtà, Denise ha già vinto l'onorificenza, ma per interposta persona. È stato il marito, Robert Venturi, associato insieme a lei nel lavoro, ad aver ricevuto il Pritzker del 1991. Solo che la moglie-socia non è mai stata citata nella cerimonia o non compare ovviamente nella lista dei laureati, nonostante abbia dato un contributo fondamentale alla progettazione delle opere di Venturi, tra cui l'ammodernamento della National Library di Londra.

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Un gruppo di studentesse di Harvard, Women in Design, ha deciso di chiedere alla fondazione che assegna il Pritzker di riconoscere l'errore e menzionare Scott Brown accanto a Venturi negli archivi. La petizione è stata appoggiata dal New York Times. Tramite i social network, le studentesse hanno già raccolto migliaia di firme, e il sostegno di autorevoli architetti come Zaha Hadid. Non è solo una questione di principio, spiegano le promotrici, ma anche un simbolo da dare alle nuove generazioni: il mondo dell'architettura è stato a lungo dominato dagli uomini, al netto di alcune eccezioni (la nostra Gae Aulenti, per esempio).

È improbabile che la petizione riesca a modificare una decisione vecchia di oltre trent'anni. Si conferma la famosa battuta: "Dietro ogni grande uomo, c'è una grande donna". Ma è bello il gesto, l'idea di provare a raccontare, anche molto tempo dopo, una storia diversa. Immaginare per esempio di andare a cercare dietro a ogni scoperta scientifica, creazione artistica, conquista politica, quale segreta presenza femminile (madre, moglie, amica, sorella) ha accompagnato i successi pubblici al maschile. Quanti Nobel, Oscar o riconoscimenti sono così rimasti nell'ombra?