Cure omeopatiche per i tossici del talk
di GUIA SONCINI
Sono casi per cui la medicina non ha ancora trovato cura, e i dati clinici denominati Auditel dicono che sono sempre più diffusi: sono i guardatori di talk-show politici. C'è un'unica soluzione, omeopatica e non risolutiva: procurarsi un secondo televisore. Oppure uscire. Ma tutte le sere, perché praticamente non ce ne sono di non coperte dal talk-show politico, nel paese che un solo format è riuscito a inventarsi e ce lo propone con maggior compiacimento della pastasciutta.
In attesa di un Dukan dei talk-show, che convinca finalmente il tossico da "Io non l'ho interrotta, non mi interrompa" a smettere, a uscirne, a passare al petto di tacchino scondito e alla tv senza sottosegretari, l'omeopatia aiuta ma non basta.
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Tu sei di là, illudendoti che quel secondo televisore ti permetta di vedere un'altra cosa, una qualunque, ti va bene perfino la fiction dei cuochi con Bentivoglio che fa la caricatura del milanese. …
In attesa di un Dukan dei talk-show, che convinca finalmente il tossico da "Io non l'ho interrotta, non mi interrompa" a smettere, a uscirne, a passare al petto di tacchino scondito e alla tv senza sottosegretari, l'omeopatia aiuta ma non basta.
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In attesa di un Dukan dei talk-show, che convinca finalmente il tossico da "Io non l'ho interrotta, non mi interrompa" a smettere, a uscirne, a passare al petto di tacchino scondito e alla tv senza sottosegretari, l'omeopatia aiuta ma non basta.
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Tu sei di là, illudendoti che quel secondo televisore ti permetta di vedere un'altra cosa, una qualunque, ti va bene perfino la fiction dei cuochi con Bentivoglio che fa la caricatura del milanese. Ti va bene tutto, purché per una sera ti vengano risparmiati i servizi di Ballarò sulle famiglie ridotte a comprare il tonno non di marca, la tizia con i dreadlocks che non hai mai capito se rappresenti il punto di vista dei giovani o dei punkabbestia da Lerner, il caso umano sulla balconata di Santoro. Sei di là, t'illudi d'esserti salvata, e il tossico da talk
urla "Corri, senti cosa dice Civati".
Ieri sera, rifiutandomi di arrendermi a un mondo in cui "cosa dice Civati" è sinonimo di "avvincente", ho trascinato il tossico al cinema. Hanno restaurato To be or not to be, delizioso film di Lubitsch del 1942, su un gruppo di attori polacchi che beffano i nazisti. Era perfetto per dimenticare gli "Alé" di Floris. Credevo.
Al primo cognato fatto generale senza meriti, il tossico ha iniziato ad agitarsi dicendo "Italia dei valori". Al primo travestimento da gerarca dell'attore egocentrico, i vicini di posto ci hanno zittiti mentre lui argomentava fosse un film su Grillo. Finito il film, siamo corsi a casa. Mica poteva perdersi Vauro.
@lasoncini
In attesa di un Dukan dei talk-show, che convinca finalmente il tossico da "Io non l'ho interrotta, non mi interrompa" a smettere, a uscirne, a passare al petto di tacchino scondito e alla tv senza sottosegretari, l'omeopatia aiuta ma non basta.
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urla "Corri, senti cosa dice Civati".
Ieri sera, rifiutandomi di arrendermi a un mondo in cui "cosa dice Civati" è sinonimo di "avvincente", ho trascinato il tossico al cinema. Hanno restaurato To be or not to be, delizioso film di Lubitsch del 1942, su un gruppo di attori polacchi che beffano i nazisti. Era perfetto per dimenticare gli "Alé" di Floris. Credevo.
Al primo cognato fatto generale senza meriti, il tossico ha iniziato ad agitarsi dicendo "Italia dei valori". Al primo travestimento da gerarca dell'attore egocentrico, i vicini di posto ci hanno zittiti mentre lui argomentava fosse un film su Grillo. Finito il film, siamo corsi a casa. Mica poteva perdersi Vauro.
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