Se Femen divide anche le donne
di MICHELA MARZANO
Nato in Ucraina nel 2008, il movimento delle Femen è ormai noto a livello mondiale. I temi e l'entusiasmo delle giovani Femen sono quelli del femminismo tradizionale. Le modalità, invece, più in sintonia con i gusti e le dinamiche "pop" della cultura post-moderna. Ecco perché, come spiega l'ormai celebre Inna Shevchenko, l'obiettivo delle Femen è organizzare una forma pacifica di "terrorismo al femminile" che utilizzi, come sola arma, il corpo delle donne. Sfilare a seno nudo, per queste giovani femministe, è non solo un modo per rendere visibili le proprie proteste, ma anche per trasformare il mondo. Ma è proprio necessario sfilare in topless per ricordare che il corpo di una donna non è un semplice oggetto alla libera disposizione degli uomini?
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Per un altro gruppo di ragazze, le Antigones, le Femen monopolizzerebbero la scena mediatica, senza capire che l'unico modo per lottare …
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Per un altro gruppo di ragazze, le Antigones, le Femen monopolizzerebbero la scena mediatica, senza capire che l'unico modo per lottare …
Nato in Ucraina nel 2008, il movimento delle Femen è ormai noto a livello mondiale. I temi e l'entusiasmo delle giovani Femen sono quelli del femminismo tradizionale. Le modalità, invece, più in sintonia con i gusti e le dinamiche "pop" della cultura post-moderna. Ecco perché, come spiega l'ormai celebre Inna Shevchenko, l'obiettivo delle Femen è organizzare una forma pacifica di "terrorismo al femminile" che utilizzi, come sola arma, il corpo delle donne. Sfilare a seno nudo, per queste giovani femministe, è non solo un modo per rendere visibili le proprie proteste, ma anche per trasformare il mondo. Ma è proprio necessario sfilare in topless per ricordare che il corpo di una donna non è un semplice oggetto alla libera disposizione degli uomini?
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Per un altro gruppo di ragazze, le Antigones, le Femen monopolizzerebbero la scena mediatica, senza capire che l'unico modo per lottare contro gli stereotipi di genere è quello di rivendicare la propria dignità senza trasformare il proprio corpo in merce. Ecco perché, alcuni giorni fa, hanno organizzato a Parigi una manifestazione contro le Femen reclamando che Inna Shevchenko sia immediatamente rinviata in Ucraina. In un recente video postato sul sito web di questo gruppo - che si è costituito qualche mese fa proprio in opposizione alle Femen -, le Antigones attaccano l'utilizzo dei seni nudi: interamente vestite di bianco, una ventina di ragazze rivendicano la "complementarietà" dell'uomo e della donna e la necessità di salvaguardare la differenza dei sessi. Come spiega la giovane Iseult, che per meglio capire il movimento per alcuni mesi si era fatta anche lei passare per una Femen, "tante ragazze sono utilizzate come carne da macello, sono lì solo per fare spettacolo [...] per promuovere la dignità femminile non c'è bisogno di isterie ed esibizionismo". Anche se alcune battaglie sono le stesse, le Antigones rivendicano il fatto di essere prima di tutto figlie, mogli e madri e di non voler affatto escludere gli uomini, come invece farebbero le Femen: "Siamo noi le vere donne: degne, sorridenti ed eleganti". Ma è veramente necessario prendersela con le Femen e rivendicare la propria complementarietà con gli uomini per restare degne, sorridenti ed eleganti?
Di strada da fare per arrivare ad un'uguaglianza reale tra gli uomini e le donne ce n'è ancora molta. Non sarebbe allora opportuno che le donne imparassero a "fare rete" invece di continuare a farsi la guerra, dividendosi sulle modalità da adottare e giudicandosi rispettivamente indegne di portare avanti un discorso comune? Ma forse la maledizione delle donne è proprio questa: l'incapacità di agire insieme. Come se volessero per forza dar ragione agli uomini quando le accusano di non essere in grado di organizzarsi e cooperare. Divide et impera, diceva già Machiavelli ricordando la saggezza romana. A quando un po' di solidarietà femminile per costruire un mondo più egalitario?
@MichelaMarzano
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Per un altro gruppo di ragazze, le Antigones, le Femen monopolizzerebbero la scena mediatica, senza capire che l'unico modo per lottare contro gli stereotipi di genere è quello di rivendicare la propria dignità senza trasformare il proprio corpo in merce. Ecco perché, alcuni giorni fa, hanno organizzato a Parigi una manifestazione contro le Femen reclamando che Inna Shevchenko sia immediatamente rinviata in Ucraina. In un recente video postato sul sito web di questo gruppo - che si è costituito qualche mese fa proprio in opposizione alle Femen -, le Antigones attaccano l'utilizzo dei seni nudi: interamente vestite di bianco, una ventina di ragazze rivendicano la "complementarietà" dell'uomo e della donna e la necessità di salvaguardare la differenza dei sessi. Come spiega la giovane Iseult, che per meglio capire il movimento per alcuni mesi si era fatta anche lei passare per una Femen, "tante ragazze sono utilizzate come carne da macello, sono lì solo per fare spettacolo [...] per promuovere la dignità femminile non c'è bisogno di isterie ed esibizionismo". Anche se alcune battaglie sono le stesse, le Antigones rivendicano il fatto di essere prima di tutto figlie, mogli e madri e di non voler affatto escludere gli uomini, come invece farebbero le Femen: "Siamo noi le vere donne: degne, sorridenti ed eleganti". Ma è veramente necessario prendersela con le Femen e rivendicare la propria complementarietà con gli uomini per restare degne, sorridenti ed eleganti?
Di strada da fare per arrivare ad un'uguaglianza reale tra gli uomini e le donne ce n'è ancora molta. Non sarebbe allora opportuno che le donne imparassero a "fare rete" invece di continuare a farsi la guerra, dividendosi sulle modalità da adottare e giudicandosi rispettivamente indegne di portare avanti un discorso comune? Ma forse la maledizione delle donne è proprio questa: l'incapacità di agire insieme. Come se volessero per forza dar ragione agli uomini quando le accusano di non essere in grado di organizzarsi e cooperare. Divide et impera, diceva già Machiavelli ricordando la saggezza romana. A quando un po' di solidarietà femminile per costruire un mondo più egalitario?
@MichelaMarzano