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Obama e la privacy? Guardate "West Wing"

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Nel 1999, al suo primo anno di mandato, il miglior presidente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto doveva nominare un giudice della Corte Suprema, operazione delicatissima per la quale occorre il candidato perfetto, in sintonia col Presidente, e in grado di ottenere inizialmente una maggioranza parlamentare che ne confermi la nomina. Fu quindi una bella scocciatura quando venne fuori una tesina giovanile scritta dal candidato ideale, il quale aveva argomentato contro il diritto alla privacy.

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Il '99 era l'ultimo anno di Bill Clinton, sì, ma era anche il primo anno di Josiah Bartlet, il presidente che sulla Nbc, nella serie tv The West Wing, faceva sempre le scelte giuste anche grazie allo staff più irresistibile di sempre, gente dotata di un'oratoria di quelle che il Marcantonio di Shakespeare sarebbe stato invidioso.

Quando il capo della comunicazione di Bartlet consigliava di fregarsene di cos'avesse scritto il candidato ideale trent'anni prima, il suo vice (Rob Lowe) partiva con un'arringa. Alla quale era impossibile non pensare ieri, quando è venuta fuori la questione dei dati dei cittadini spiati dal governo americano.

È un tic di chiunque abbia familiarità con The West Wing, quello di dire che lì dentro era già successo tutto. O la realtà è molto prevedibile, o quelli che hanno fatto quel telefilm lì erano particolarmente bravi. Fatto sta che quello di Lowe è un elzeviro scritto ieri, ed è un dialogo del '99.
"La privacy è il prossimo ventennio. Negli anni '20 e '30, la questione era il ruolo del Governo. Nei '50 e nei '60, erano i diritti civili. Nei prossimi due decenni, sarà la privacy. Internet, i cellulari, le cartelle cliniche, chi è gay e chi no: in un paese nato da un desiderio di libertà, cosa può esserci di più fondamentale da tutelare?".

Poi facevano la cosa giusta, naturalmente: sceglievano un altro giudice. Ma era impossibile non pensare, ieri, che "i prossimi due decenni" scadono tra sei anni: datemi uno sceneggiatore che mi dica cosa temere, per gli anni '20 di questo secolo.
@lasoncini