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Pupetta, Carrie&C., le eroine negative

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Chissà se c'entra la settimana della condanna di Silvio Berlusconi o quella della fine di Pupetta, con la precisissima scelta dell'immagine femminile che ha scelto di dare Canale 5. Mentre si attende uno studio sociologico sulla camorrista che, per promuovere la fiction in cui viene raccontata, dichiara che quando si faceva la frangetta tutte le altre carcerate la imitavano, Mediaset risponde implicitamente alle accuse di aver elevato a eroina un'assassina.

Se pensate sia Pupetta il modello femminile negativo, ora vi facciamo vedere cosa c'è nella library dei nostri film, sembrava dire la programmazione dei giorni scorsi, con due armi di sterminio della dignità femminile quali Via col vento e Sex and the city 2.

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Certo, uno è un pezzo di storia del cinema e l'altro un improbabile accrocco di sketch mal scritti, ma le due storie hanno la stessa protagonista: una capricciosa narcisista il cui odioso infantilismo non bastano guardaroba o storia d'amore a redimere.

Rossella O' Hara e Carrie Bradshaw sono uguali: una frigna lungo un'intera guerra civile e tre diversi mariti perché il marito della sua migliore amica non la vuole; l'altra frigna per sei stagioni di telefilm e due lungometraggi perché Big (nome in codice: Il Povero Cristo) non la vuole, poi la vuole troppo, e via scapricciando.

Nel film che ci ha inferto Canale 5 l'altra sera Carrie, in vacanza ad Abu Dabi, incontra il suo ex, lo bacia, poi chiama Il Povero Cristo per dirgli che ha fatto questa cosa terribilissima, gliela deve dire, anche se le amiche l'hanno sconsigliata (le amiche! Hai cinquant'anni, cosa chiedi consiglio alle amiche! Il liceo è finito!).

Mentre la cinquantenne chiamava le amiche coetanee "le ragazze" e le spettatrici sul divano sospiravano immedesimazione, era chiaro che tra le priorità del Paese c'era una manifestazione intitolata "Siamo tutte tredicenni senili".
Twitter: @lasoncini