Parla con lei

Il fantasma della solitudine

Forse la grande città amplifica il vuoto di comunicazione tra le persone. O forse è l'effetto di quando ci si accorge che nessuno ha più bisogno di noi

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Di storie di solitudine e di miseria ce ne sono sempre tante da raccontare. Soprattutto in estate, quando le città si svuotano e in alcuni quartieri restano solo pochi anziani e qualche pensionato. E allora può accadere che uno di loro se ne vada via in punta di piedi, da solo, senza che nessuno se ne accorga.

Che una donna di 67 anni venga ritrovata due mesi e mezzo dopo la morte, però, ha qualcosa di incredibile. Soprattutto quando si pensa che viveva a Parigi, nel bel mezzo del quattordicesimo arrondissement. E che i vicini hanno cominciato a pensare che qualcosa non andasse per il verso giusto soltanto alcuni giorni fa, turbati dal forte odore che si stava diffondendo nella palazzina. «Non la conoscevo. Era molto riservata e non parlava mai con nessuno», confessa una vicina di casa. «Ignoravo che fosse morta anche se era effettivamente un po’ di tempo che non la vedevo in giro», aggiunge un’altra inquilina del palazzo, visibilmente disturbata dalle domande dei giornalisti. Anche perché, come si affretta a dire prima di scappare via, sarebbe potuto accadere anche a lei: «Quando ci si saluta a mala pena incontrandosi per le scale, non è facile né creare rapporti di amicizia né pensare che qualcuno si possa preoccupare di voi quando non vi sentite bene».

Più le città sono grandi, più la solitudine aumenta. Tra le ore passate nei trasporti, il lavoro che si cerca o che, quando si ha, è troppo stressante, la spesa da fare e i figli da accudire, il tempo vola via prima che ci si renda conto che la giornata è finita e che ci si è dimenticati ancora una volta di telefonare all’amica che aveva lasciato un messaggio in segreteria. Ecco perché spesso, quando si invecchia e i figli se ne vanno via, accade di ritrovarsi del tutto soli. Senza più nessuno su cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà. Talvolta senza nemmeno una persona con cui scambiare due chiacchiere. 

Ma forse il problema dell’epoca moderna e della solitudine odierna non è nemmeno questo. Il dramma vero, forse, è che arriva un momento in cui si percepisce che nessuno ha più bisogno di noi. E allora ci si sente inutili e si perde la voglia di lottare. Si continua ad andare avanti automaticamente, ma non si capisce più quale sia il senso della propria esistenza. Forse è questo che uccide progressivamente. Prima di restare più di due mesi nel proprio appartamento perché nessuno si è accorto della nostra assenza.