Parla con lei

Il tenente Nigara donna coraggio

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Il titolo dell'agenzia Associated press uscita qualche giorno fa non lasciava dubbi. Un'altra poliziotta uccisa in Afghanistan. Titolo errato, contro ogni regola giornalistica: "Mai iniziare un pezzo con un altro, un'altra. Sa di vecchio", diceva sempre Silvano Rizza, l'uomo che più di ogni altro mi ha insegnato il giornalismo, e che qualche giorno fa se ne è andato. Eppure, Silvano, questa volta come avrebbero dovuto iniziare i colleghi dell'Ap?

Perché è così che è andata lunedì nella provincia dell'Helmand, sud dell'Afghanistan: la locale responsabile della polizia femminile, il tenente Nigara, ferita al collo domenica da un uomo che le ha sparato mentre usciva di casa, è morta in ospedale. A luglio, praticamente nella stessa maniera, erano morte a pochi giorni di distanza la donna che occupava la posizione prima di lei e un'altra delle sue collaboratrici. In entrambi i casi, e temo che possa accadere anche per il tenente Nigara, i colpevoli non sono mai stati trovati, forse neanche cercati.

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Non è un caso che le donne siano solo l'uno per cento dei poliziotti in Afghanistan. Sono costantemente minacciate (per primi dai loro colleghi), derise, abbandonate. Ci vuole davvero molto coraggio per essere una poliziotta in Afghanistan. Eppure in tante continuano a fare il loro lavoro. Suona retorico dirlo ora, ma il tenente Nigara sapeva bene a cosa andava incontro: qualche giorno fa aveva dato un'intervista al New York Times: "Ricevo minacce ogni giorno - aveva detto - ogni sera che torno a casa da mio marito è una benedizione. Ma sono un'afgana, e non lascerò questo posto fino a quando ci sarà sangue nelle mie vene".

Oggi che il sangue del tenente Nigara è ormai gelido, è con paura che chi ama l'Afghanistan guarda al 2014. Quando le truppe internazionali saranno andate via l'ultimo flebile baluardo a garanzia delle afgane non ci sarà più. Che fine faranno allora le allieve del tenente Nigara che fino a quel momento avranno avuto il coraggio di non abbandonare la divisa?

Twitter: @francescacaferr