La bisbetica ironia della giovane Lena
di GUIA SONCINI
Domenica Lena Dunham non vincerà l’Emmy. Non quello cui è candidata, da attrice protagonista di una serie comica: compete con Tina Fey, quella trascorsa è stata la stagione di chiusura per il suo 30 Rock, e quei premi lì a queste cose ci badano. E non quello al quale è incredibile non sia candidata, da sceneggiatrice.
Negli ultimi anni, dal maggiore laboratorio di creatività attualmente esistente, cioè la serialità televisiva statunitense, sono usciti solo due autori, intesi come figure con una voce riconoscibile, come gente della quale ti basta un minuto, senza sapere cosa stai guardando, per riconoscere lo stile. Uno è Louis CK (Louie), e l’altra è Lena Dunham (Girls). Mettono in scena più o meno la stessa cosa (una versione di sé che appaia particolarmente spietata con sé, priva di ogni pudore e vanità), ma che lo faccia Lena Dunham è più rimarchevole, e non so…
Negli ultimi anni, dal maggiore laboratorio di creatività attualmente esistente, cioè la serialità televisiva statunitense, sono usciti solo due autori, intesi come figure con una voce riconoscibile, come gente della quale ti basta un minuto, senza sapere cosa stai guardando, per riconoscere lo stile. Uno è Louis CK (Louie), e l’altra è Lena Dunham (Girls). Mettono in scena più o meno la stessa cosa (una versione di sé che appaia particolarmente spietata con sé, priva di ogni pudore e vanità), ma che lo faccia Lena Dunham è più rimarchevole, e non so…
Domenica Lena Dunham non vincerà l’Emmy. Non quello cui è candidata, da attrice protagonista di una serie comica: compete con Tina Fey, quella trascorsa è stata la stagione di chiusura per il suo 30 Rock, e quei premi lì a queste cose ci badano. E non quello al quale è incredibile non sia candidata, da sceneggiatrice.
Negli ultimi anni, dal maggiore laboratorio di creatività attualmente esistente, cioè la serialità televisiva statunitense, sono usciti solo due autori, intesi come figure con una voce riconoscibile, come gente della quale ti basta un minuto, senza sapere cosa stai guardando, per riconoscere lo stile. Uno è Louis CK (Louie), e l’altra è Lena Dunham (Girls). Mettono in scena più o meno la stessa cosa (una versione di sé che appaia particolarmente spietata con sé, priva di ogni pudore e vanità), ma che lo faccia Lena Dunham è più rimarchevole, e non solo perché è una donna.
SCOPRI LA PRIMA PAGINA DI RSERA
Che una donna metta in scena la propria nudità non fotogenica, le proprie fastidiose insicurezze, le proprie irritanti nevrosi è, per quanto vogliamo fingere di non notare la differenza, più disturbante di quanto lo sia lo stesso giochino fatto da un uomo. A parità di trippa spietatamente ripresa o di incapacità relazionali crudamente sceneggiate, Louis CK è tenero e seduttivo, Lena Dunham è bisbetica e incapace di scegliersi un vestito che le copra quelle coscione.
Sono uguali anche nella grazia e nella serenità con cui gestiscono le polemiche e il dissenso (Dunham non solo nelle interviste ma anche su Twitter, dove è tutto più in balìa del cattivo umore del momento: i social network sono la vera prova d’intelligenza e di carattere per una celebrità in questo secolo).
Solo che Louis CK è del ‘67: ha avuto vent’anni di gavetta per allenarsi. Lena Dunham è nata l’anno di Top Gun. Anche senza Emmy, la cosa più rilevante successa di recente alla più influente industria mondiale è una tizia che era neonata quando noialtre eravamo già grandi.
@lasoncini
Negli ultimi anni, dal maggiore laboratorio di creatività attualmente esistente, cioè la serialità televisiva statunitense, sono usciti solo due autori, intesi come figure con una voce riconoscibile, come gente della quale ti basta un minuto, senza sapere cosa stai guardando, per riconoscere lo stile. Uno è Louis CK (Louie), e l’altra è Lena Dunham (Girls). Mettono in scena più o meno la stessa cosa (una versione di sé che appaia particolarmente spietata con sé, priva di ogni pudore e vanità), ma che lo faccia Lena Dunham è più rimarchevole, e non solo perché è una donna.
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Che una donna metta in scena la propria nudità non fotogenica, le proprie fastidiose insicurezze, le proprie irritanti nevrosi è, per quanto vogliamo fingere di non notare la differenza, più disturbante di quanto lo sia lo stesso giochino fatto da un uomo. A parità di trippa spietatamente ripresa o di incapacità relazionali crudamente sceneggiate, Louis CK è tenero e seduttivo, Lena Dunham è bisbetica e incapace di scegliersi un vestito che le copra quelle coscione.
Sono uguali anche nella grazia e nella serenità con cui gestiscono le polemiche e il dissenso (Dunham non solo nelle interviste ma anche su Twitter, dove è tutto più in balìa del cattivo umore del momento: i social network sono la vera prova d’intelligenza e di carattere per una celebrità in questo secolo).
Solo che Louis CK è del ‘67: ha avuto vent’anni di gavetta per allenarsi. Lena Dunham è nata l’anno di Top Gun. Anche senza Emmy, la cosa più rilevante successa di recente alla più influente industria mondiale è una tizia che era neonata quando noialtre eravamo già grandi.
@lasoncini