La sera in cui Bianca Berlinguer denudò il re, si trovavano entrambi a Piazzapulita. La puntata era stata promossa per tutto il giorno come contenente un’intervista a Massimo D’Alema. Quando - tardi, e a spettatrici stremate - arrivò la presunta intervista, essa si svelò come il format italiano «chiedi un’intervista, l’intervistato dice che non intende dartela, e tu, invece di concluderne che purtroppo non c’è il pezzo, mandi in onda te stesso che continui a chiedere». A cena, coloro che lavorano a questi format rispondono a chi chieda cosa facciano: «Domande scomode, spesso urlate molto forte».
Insomma il (breve) filmato consisteva in una poverina che aspetta D’Alema sotto casa, lui che scende col cane, lei che lo bracca, lui che la tratta dalemianamente. Cioè: con quella sprezzatura che rende dalemiani i dalemiani e antidalemiani gli antidalemiani. In studio, Bianca alzò il sopracciglio con la sprezzatura di famiglia (quella delle buone famiglie del Pci) e urlò alla nudità dicendo in tono sommesso una cosa tipo: «Da come l’avevate annunciata pensavo fosse un po’ più consistente».
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Mi è tornato in mente l’altra sera, quando si è visto che l’annunciata intervista a Barbara Berlusconi di Ballarò consisteva in un tizio che la inseguiva invano («E tu cosa fa di bello?». «Urlo domande scomode e mi faccio chiudere portiere in faccia»), e lei che alla fine rispondeva a quattro domande davanti al logo del Milan. Senza neanche una Berlinguer a far notare la nudità del filmato.
Nel frattempo, su Vanity Fair, Francesca Pascale ricostruiva la prima telefonata di Berlusconi: lui, come un adolescente senza credito, le diceva «Richiamami»; lei, come un’adolescente senza credito, per farlo doveva farsi anticipare i due euro d’emergenza dalla Tim. Il format «Urlatori di domande scomode» è pronto per essere rimpiazzato da quello «Dieci rapidi modi in cui un miliardario ultrasettantenne può indurre immedesimazione nei vostri figli liceali».
Twitter: @lasoncini
Insomma il (breve) filmato consisteva in una poverina che aspetta D’Alema sotto casa, lui che scende col cane, lei che lo bracca, lui che la tratta dalemianamente. Cioè: con quella sprezzatura che rende dalemiani i dalemiani e antidalemiani gli antidalemiani. In studio, Bianca alzò il sopracciglio con la sprezzatura di famiglia (quella delle buone famiglie del Pci) e urlò alla nudità dicendo in tono sommesso una cosa tipo: «Da come l’avevate annunciata pensavo fosse un po’ più consistente».
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Mi è tornato in mente l’altra sera, quando si è visto che l’annunciata intervista a Barbara Berlusconi di Ballarò consisteva in un tizio che la inseguiva invano («E tu cosa fa di bello?». «Urlo domande scomode e mi faccio chiudere portiere in faccia»), e lei che alla fine rispondeva a quattro domande davanti al logo del Milan. Senza neanche una Berlinguer a far notare la nudità del filmato.
Nel frattempo, su Vanity Fair, Francesca Pascale ricostruiva la prima telefonata di Berlusconi: lui, come un adolescente senza credito, le diceva «Richiamami»; lei, come un’adolescente senza credito, per farlo doveva farsi anticipare i due euro d’emergenza dalla Tim. Il format «Urlatori di domande scomode» è pronto per essere rimpiazzato da quello «Dieci rapidi modi in cui un miliardario ultrasettantenne può indurre immedesimazione nei vostri figli liceali».
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