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Né guerre né stragi: è la Siria felix di Asma

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C'era una volta un paese incantato, in cui un presidente benevolo scendeva fra la sua gente, sorrideva, stringeva mani. Al suo passaggio la folla plaudiva, allungava le braccia, posava orgogliosa per immortalare l'attimo, sorrideva grata di fronte a un briciolo di attenzione. Nel paese incantato, ad affiancare il leader nel suo duro lavoro quotidiano c'era una first lady bella e compassionevole: con i capelli sempre a posto, l'abbigliamento dimesso che si confà a una donna che sta dalla parte del popolo, ella scendeva fra la gente a consolarla con il suo sorriso dolce. Abbracciava madri che da poco avevano sepolto i loro adorati figli, serviva zuppa a chi non aveva di che mangiare, intratteneva i bambini costretti a lasciare le loro case dall'avanzata dei feroci nemici del paese incantato. E soprattutto sorrideva, sempre, per trasmettere fiducia al suo popolo.

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Non credete alle favole? Eppure dovreste, perché il paese incantato esiste davver…
C'era una volta un paese incantato, in cui un presidente benevolo scendeva fra la sua gente, sorrideva, stringeva mani. Al suo passaggio la folla plaudiva, allungava le braccia, posava orgogliosa per immortalare l'attimo, sorrideva grata di fronte a un briciolo di attenzione. Nel paese incantato, ad affiancare il leader nel suo duro lavoro quotidiano c'era una first lady bella e compassionevole: con i capelli sempre a posto, l'abbigliamento dimesso che si confà a una donna che sta dalla parte del popolo, ella scendeva fra la gente a consolarla con il suo sorriso dolce. Abbracciava madri che da poco avevano sepolto i loro adorati figli, serviva zuppa a chi non aveva di che mangiare, intratteneva i bambini costretti a lasciare le loro case dall'avanzata dei feroci nemici del paese incantato. E soprattutto sorrideva, sempre, per trasmettere fiducia al suo popolo.

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Non credete alle favole? Eppure dovreste, perché il paese incantato esiste davvero e porta un nome dolcissimo: si chiama Siria. Forse ne avete sentito parlare in questi mesi: i giornali e le televisioni raccontano che è il luogo dove il 21 agosto migliaia di persone sono morte soffocate da agenti chimici, che in oltre due anni di combattimenti centomila persone sono morte e sette milioni hanno dovuto lasciare le loro case, che quei giovani coraggiosi e indipendenti che due anni e mezzo fa ebbero fede nelle promesse della Primavera araba e si ribellarono contro un regime che li opprimeva da 40 anni, oggi sono stati messi da parte, sopraffatti da una banda di estremisti sanguinari che ha trionfato grazie all'inerzia dell'Occidente.  

Ma queste sono solo voci. A guardare l'account Instagram della presidenza siriana, il paese incantato vive in tutto il suo splendore. Nulla, nelle immagini ufficiali postate regolarmente dai funzionari governativi, trapela di ciò che i media mondiali da mesi e mesi raccontano della Siria. Alla faccia di tutti quelli che, nel 2013, non credono alle favole.
Twitter:@francescacaferr