Parla con lei

Il clan Clinton blocca
il film su Hillary

di FRANCESCA CAFERRI

1 minuti di lettura
Il progetto sulla carta era di quelli semplici, elementare verrebbe da dire. Realizzare un film sulla vita di una delle donne più famose della scena pubblica americana (e non solo), una delle più controverse, una di quelle di cui - statene certi - sentiremo parlare ancora a lungo. Chi se non Hillary, per tenere milioni di spettatori incollati ai teleschermi?

Lei, solo lei, of course: Hillary Rodham Clinton, First lady degli Stati Uniti d'America, moglie tradita e riconciliata, senatore dello Stato di New York, candidato alle presidenziali americane, segretario di Stato. Non a caso, l'idea era così banale che per realizzarla nel più breve tempo possibile e nel miglior modo possibile due dei più grandi network americani si stavano sfidando a viso aperto: Cnn aveva affidato il progetto al regista di documentari e premio Oscar Charles Ferguson, Nbc puntava alla serie televisiva.

Tutto facile? Non troppo. Mai fare i conti senza l'oste, come dicevano i nostri nonni: o meglio, questa volta, l'ostessa. Nel giro di poche ore, qualche giorno fa entrambi i network hanno dovuto alzare bandiera bianca e annunciare che i progetti per il momento si fermano. Il motivo è lo stesso: il rifiuto della grandissima maggioranza delle persone contattate - amici e nemici, familiari e conoscenti - di collaborare. "Quando ho chiesto alle persone di farsi intervistare, nessuno, e voglio dire davvero nessuno, si è mostrato interessato ad aiutarmi: né democratici né repubblicani. Di certo nessuno che lavora con i Clinton, vuole accesso ai Clinton e spera di avere un posto nella prossima amministrazione Clinton", ha scritto sull'Huffington Post Ferguson. Poco importa che Hollywood prometta di fare un film perché il progetto non è decollato e probabilmente non lo farà mai.

Potenza di un nome, quello della famiglia più potente d'America, che nel fango si è trovata spesso ma è sempre riuscita ad uscirne pulita, ottenendo il pentimento, pubblico o privato, di molti di quelli che l'avevano snobbata, che si chiamassero Al Gore o Barack Obama. Da parte del clan nessuno ha commentato l'annuncio dei due network, ma sui giornali americani lo stop è stato interpretato come l'ennesimo segnale in vista della campagna presidenziale del 2016. Hillary non ha ancora sciolto la riserva, continua a dire che sta riflettendo sul futuro: ma forse, come l'ultima vicenda dimostra, la leonessa sta solo affilando le unghie. Già abbastanza pronte a graffiare chi osa mettersi sulla sua strada.

@francescacaferr