Vada come vada, sarà una donna la prossima presidente del Cile: il 17 novembre il Paese andrà alle urne per scegliere il successore di Sebastian Pinera alla Moneda e la scelta, per la prima volta, sarà tutta al femminile. Ad affrontarsi saranno Evelyn Matthei, 59 anni, ex ministro del Lavoro dell’esecutivo conservatore al potere, e Michelle Bachelet, 62 anni, già presidente del Paese fra il 2006 e il 2010, prima di allora ministro della Difesa del governo socialista dell’ex presidente Lagos e, recentemente, rappresentante delle Nazioni Unite per le questioni femminili del mondo.
Una sfida che promette di essere fra le più interessanti sul palcoscenico mondiale: a dividere le due signore non c’è soltanto un abisso di certezze politiche e di stile - rassicurante e pratica la Bachelet, raffinata e alla moda la Matthei - ma soprattutto una storia personale unica. Che si sovrappone in pieno alla difficile storia del Cile degli ultimi 50 anni.
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Bachelet e Matthei sono entrambe figlie di generali e da bambine si frequentavano: poi il golpe del 1973 divise le loro vite in maniera inesorabile. Il padre di Michelle, fedele alla Costituzione e al presidente Allende, morì nelle carceri di Pinochet. Quello di Evelin, ancora in vita, fu uno stretto collaboratore del dittatore e, si disse qualche anno fa, uno dei responsabili della morte del generale Bachelet. Accuse mai davvero provate: il generale Matthei fu assolto nell’inchiesta sulla morte del collega, ma su di lui rimasero comunque molte ombre.
Scaltre e da anni avvezze a frequentare i circoli della politica, né Bachelet né Matthei hanno finora tirato la vecchia ruggine fuori dal cassetto: ma la tensione esiste, ed è uno degli elementi della campagna elettorale. Difficile capire quanto potrà influenzare un paese giovane e desideroso di guardare avanti, senza più parlare troppo del passato.
Twitter: @francescacaferri
Una sfida che promette di essere fra le più interessanti sul palcoscenico mondiale: a dividere le due signore non c’è soltanto un abisso di certezze politiche e di stile - rassicurante e pratica la Bachelet, raffinata e alla moda la Matthei - ma soprattutto una storia personale unica. Che si sovrappone in pieno alla difficile storia del Cile degli ultimi 50 anni.
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Scaltre e da anni avvezze a frequentare i circoli della politica, né Bachelet né Matthei hanno finora tirato la vecchia ruggine fuori dal cassetto: ma la tensione esiste, ed è uno degli elementi della campagna elettorale. Difficile capire quanto potrà influenzare un paese giovane e desideroso di guardare avanti, senza più parlare troppo del passato.
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