Parla con lei

L'amica coraggiosa di nuovo alla guida

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Capita a ognuno di avere amiche coraggiose: ma una come Eman al Najaf, no, non si trova tutti i giorni. Eman è la mia luce in quel complesso tunnel che si chiama Arabia Saudita: ha un blog, dove racconta senza filtri quello che accade nel Regno, studia per ottenere un dottorato negli Stati Uniti, insegna, fa la mamma e la moglie, ma ha sempre tempo per rispondere alle mie domande: via Skype o, se sono a Ryad, di fronte a un buon caffè.

Se parlo di lei è perché la storia di Eman ha fatto il giro del mondo: sicura di sé e tenace, la mia amica è stata arrestata la settimana scorsa a Ryad dopo essere stata fermata dalla polizia mentre riprendeva, seduta al suo fianco, un'amica al volante di un'auto. Che c'è di strano? Potreste pensare voi. Di strano c'è che l'Arabia Saudita è l'unico Paese al mondo dove alle donne - locali come straniere - non è permesso guidare: nessuna legge impone il divieto, è una questione di usi, di tradizione, di "è così punto e basta". Chi sfida il divieto finisce regolarmente dietro alle sbarre. Peccato che le donne non ci stiano più: da qualche anno la protesta delle saudite che vogliono poter guidare - iniziata nel 1990, quando la prima manifestazione si concluse con l'arresto delle 47 donne che avevano osato guidare - non fa che salire di tono.

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Lo scorso anno, complici i social network, un gruppo di saudite proclamò la giornata nazionale delle donne al volante. Qualche giorno prima dell'appuntamento, l'organizzatrice, Manal al Sharif, fu arrestata e detenuta per nove giorni: un tempo lunghissimo che spaventò molte di quelle che volevano seguirla. Questa volta però le cose sembrano aver preso una piega diversa: la nuova giornata nazionale per le saudite al volante, proclamata per il 26 ottobre, sta raccogliendo consensi come mai prima d'ora, dentro e fuori l'Arabia Saudita. Anche Hillary Clinton nei giorni scorsi ha espresso il suo supporto. Sui social network, gli account della campagna - @oct26driving su Twitter - come quello di Eman - @Saudiwoman - non fanno che segnalare casi di donne che si mettono al volante in parti diverse del Paese e poi postano i video su Youtube. In molti casi, quando i conducenti di altri veicoli capiscono che al volante c'è una donna, applaudono o alzano il dito in segno di supporto.

"È arrivato il nostro momento. E non preoccuparti per me: è una lotta ma è anche divertente", mi ha scritto Eman in una mail poche ore dopo essere tornata a casa. Io, come sempre, mi fido di lei. E il 26 ottobre farò il tifo per la campagna per le saudite al volante: e voi?
Twitter @francescacafferr
 
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