LA REGINA mondiale dell'arte ha un nome che forse non dirà molto a chi non è dell'ambiente. Ma il cognome e il paese di provenienza, quelli sì, raccontano una lunga storia. Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa al-Thani è stata nominata nei giorni scorsi "personalità più influente del mondo in campo artistico" dalla rivista di arte contemporanea ArtReview. Mayassa è sorella di Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani, da giugno emiro del Qatar al posto del padre, Hamad al-Thani, uno degli uomini più ricchi del mondo.
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Dal padre e dalla madre - la potentissima sceicca Mozah, seconda moglie dell'emiro e vera eminenza grigia del piccolo emirato - Mayassa ha ricevuto negli anni scorsi un mandato chiaro: mettere l'allora sconosciuto Qatar al centro del mappamondo artistico internazionale, trasformando Doha in una delle capitali mondiali della scultura, dell'architettura e della pittura. Mission impossible, si sarebbe detto qualche anno fa, per un paese i cui abitanti fino a una generazione fa vivevano da nomadi e basavano l'economia sul commercio di perle. Mission possibilissima invece, quando come portafoglio si usa uno dei giacimenti di gas più ricchi del mondo e si hanno a disposizione, secondo la stima di ArtReview, 725 milioni di euro l'anno.
In pochi anni Mayassa - 31 anni, laurea alla Duke university, che gli amici di università descrivono come curiosa e modesta, ma anche molto dipendente dalla ferrea volontà materna - ha fatto di Doha un luogo da capogiro per gli appassionati d'arte: il museo di arte islamica dell'archistar Pei sul lungomare, quello di arte araba contemporanea alla periferia della città, altri due ricchissimi ed enormi - oltre che misteriosi - progetti in fase di realizzazione lasciano senza parole i visitatori. Così come la lista delle opere d'arte acquistate dal Qatar negli ultimi anni: I giocatori di carte di Paul Cézanne per 250 milioni di dollari, destinato ad uno dei musei in fase di realizzazione. Undici Rothko pagati 310 milioni, e poi tanti Warhol, Lichtenstein, Bacon, Hirst e, secondo le Figaro, il Bambino con Colomba di Pablo Picasso pagato 50 milioni di sterline e su cui il governo britannico aveva tentato senza successo di porre un bando all'esportazione.
Mayassa è stata scelta da Artreview per "le ampie disponibilità economiche della sua organizzazione". "I numeri parlano da soli: nessuno compra tanto come il Qatar", ha commentato Mark Rappolt, il responsabile della classifica, spiegando la sua scelta. Una verità incontrovertibile e, secondo gli esperti, destinata a durare a lungo. Se si considera che la giovane donna è apparsa per la prima volta nella top 100 nel 2011 - al novantesimo posto - e che l'anno scorso era già undicesima, non ci si può non chiedere dove potrà arrivare.
Twitter:@francescacaferr
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Dal padre e dalla madre - la potentissima sceicca Mozah, seconda moglie dell'emiro e vera eminenza grigia del piccolo emirato - Mayassa ha ricevuto negli anni scorsi un mandato chiaro: mettere l'allora sconosciuto Qatar al centro del mappamondo artistico internazionale, trasformando Doha in una delle capitali mondiali della scultura, dell'architettura e della pittura. Mission impossible, si sarebbe detto qualche anno fa, per un paese i cui abitanti fino a una generazione fa vivevano da nomadi e basavano l'economia sul commercio di perle. Mission possibilissima invece, quando come portafoglio si usa uno dei giacimenti di gas più ricchi del mondo e si hanno a disposizione, secondo la stima di ArtReview, 725 milioni di euro l'anno.
In pochi anni Mayassa - 31 anni, laurea alla Duke university, che gli amici di università descrivono come curiosa e modesta, ma anche molto dipendente dalla ferrea volontà materna - ha fatto di Doha un luogo da capogiro per gli appassionati d'arte: il museo di arte islamica dell'archistar Pei sul lungomare, quello di arte araba contemporanea alla periferia della città, altri due ricchissimi ed enormi - oltre che misteriosi - progetti in fase di realizzazione lasciano senza parole i visitatori. Così come la lista delle opere d'arte acquistate dal Qatar negli ultimi anni: I giocatori di carte di Paul Cézanne per 250 milioni di dollari, destinato ad uno dei musei in fase di realizzazione. Undici Rothko pagati 310 milioni, e poi tanti Warhol, Lichtenstein, Bacon, Hirst e, secondo le Figaro, il Bambino con Colomba di Pablo Picasso pagato 50 milioni di sterline e su cui il governo britannico aveva tentato senza successo di porre un bando all'esportazione.
Mayassa è stata scelta da Artreview per "le ampie disponibilità economiche della sua organizzazione". "I numeri parlano da soli: nessuno compra tanto come il Qatar", ha commentato Mark Rappolt, il responsabile della classifica, spiegando la sua scelta. Una verità incontrovertibile e, secondo gli esperti, destinata a durare a lungo. Se si considera che la giovane donna è apparsa per la prima volta nella top 100 nel 2011 - al novantesimo posto - e che l'anno scorso era già undicesima, non ci si può non chiedere dove potrà arrivare.
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