La sindrome antizalonica
di GUIA SONCINI
FORSE aver studiato non serve a niente. Ci penso dalla settimana scorsa, da quando a Checco Zalone è toccato spiegare a un'inviata di Barbara D'Urso che, per incassare miliardi facendo il cretino, non serve essere cretini. Anzi.
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Mentre l'inviata contestava che Sole a catinelle fosse un ossimoro e sosteneva fosse una sineddoche (la parte per il tutto? Cos'è, la sagra delle figure retoriche a casaccio?); mentre Zalone educatamente diceva che alle elementari lui aveva tutti dieci e quella, incapace di evitare ulteriori umiliazioni a se stessa e a noialtre spettatrici, pattinava sul confine tra spiritosaggine non divertente e maleducazione in purezza ("Le medie non le hai fatte?"); mentre andavano in onda i due minuti più imbarazzanti della storia della tv (nel video), io mi chiedevo se esistesse una figura retorica per indicare quelli che più libri hanno letto meno se ne vedono gli effetti. Probabilmente trattasi di sind…
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Mentre l'inviata contestava che Sole a catinelle fosse un ossimoro e sosteneva fosse una sineddoche (la parte per il tutto? Cos'è, la sagra delle figure retoriche a casaccio?); mentre Zalone educatamente diceva che alle elementari lui aveva tutti dieci e quella, incapace di evitare ulteriori umiliazioni a se stessa e a noialtre spettatrici, pattinava sul confine tra spiritosaggine non divertente e maleducazione in purezza ("Le medie non le hai fatte?"); mentre andavano in onda i due minuti più imbarazzanti della storia della tv (nel video), io mi chiedevo se esistesse una figura retorica per indicare quelli che più libri hanno letto meno se ne vedono gli effetti. Probabilmente trattasi di sind…
FORSE aver studiato non serve a niente. Ci penso dalla settimana scorsa, da quando a Checco Zalone è toccato spiegare a un'inviata di Barbara D'Urso che, per incassare miliardi facendo il cretino, non serve essere cretini. Anzi.
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Mentre l'inviata contestava che Sole a catinelle fosse un ossimoro e sosteneva fosse una sineddoche (la parte per il tutto? Cos'è, la sagra delle figure retoriche a casaccio?); mentre Zalone educatamente diceva che alle elementari lui aveva tutti dieci e quella, incapace di evitare ulteriori umiliazioni a se stessa e a noialtre spettatrici, pattinava sul confine tra spiritosaggine non divertente e maleducazione in purezza ("Le medie non le hai fatte?"); mentre andavano in onda i due minuti più imbarazzanti della storia della tv (nel video), io mi chiedevo se esistesse una figura retorica per indicare quelli che più libri hanno letto meno se ne vedono gli effetti. Probabilmente trattasi di sindrome antizalonica, in cui il risultato è inversamente proporzionale all'impegno.
Ci ripensavo qualche giorno dopo, quando Ennio Fantastichini, ospite di un talk-show con pretese contenutistiche, ha seriamente sostenuto che lui non guarda la tv da decenni, ora perché non ha tempo e da giovane perché "la mia generazione si è formata sui russi" (a essersi formati sugli Harmony, a quest'ora capirebbero meglio il mondo, e potrebbero vantarsi d'essere stati in anticipo su Cinquanta sfumature di grigio).
Nessuno gli ha detto "Non sai cosa ti sei perso", nessuno gli ha riso in faccia, nessuno gli ha fatto presente che vantarsi di non aver mai visto un reality oggi ha senso quanto vantarsi di non aver letto Madame Bovary cent'anni fa. Mentre Fantastichini mostrava di non aver introiettato la propria battuta di Ferie d'agosto ("La verità è che nun ce state a capì un cazzo, ma da mo"), Zalone incassava diciotto milioni in un weekend. Ripartiamo da lui, apparentemente l'unico che abbia saputo far fruttare una laurea.
Twitter: @lasoncini
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Mentre l'inviata contestava che Sole a catinelle fosse un ossimoro e sosteneva fosse una sineddoche (la parte per il tutto? Cos'è, la sagra delle figure retoriche a casaccio?); mentre Zalone educatamente diceva che alle elementari lui aveva tutti dieci e quella, incapace di evitare ulteriori umiliazioni a se stessa e a noialtre spettatrici, pattinava sul confine tra spiritosaggine non divertente e maleducazione in purezza ("Le medie non le hai fatte?"); mentre andavano in onda i due minuti più imbarazzanti della storia della tv (nel video), io mi chiedevo se esistesse una figura retorica per indicare quelli che più libri hanno letto meno se ne vedono gli effetti. Probabilmente trattasi di sindrome antizalonica, in cui il risultato è inversamente proporzionale all'impegno.
Ci ripensavo qualche giorno dopo, quando Ennio Fantastichini, ospite di un talk-show con pretese contenutistiche, ha seriamente sostenuto che lui non guarda la tv da decenni, ora perché non ha tempo e da giovane perché "la mia generazione si è formata sui russi" (a essersi formati sugli Harmony, a quest'ora capirebbero meglio il mondo, e potrebbero vantarsi d'essere stati in anticipo su Cinquanta sfumature di grigio).
Nessuno gli ha detto "Non sai cosa ti sei perso", nessuno gli ha riso in faccia, nessuno gli ha fatto presente che vantarsi di non aver mai visto un reality oggi ha senso quanto vantarsi di non aver letto Madame Bovary cent'anni fa. Mentre Fantastichini mostrava di non aver introiettato la propria battuta di Ferie d'agosto ("La verità è che nun ce state a capì un cazzo, ma da mo"), Zalone incassava diciotto milioni in un weekend. Ripartiamo da lui, apparentemente l'unico che abbia saputo far fruttare una laurea.
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