Dimenticate i sorrisi tristi nelle camicie tutte uguali. E le scarpe basse di tante foto degli anni '70 e '80: la Cina negli ultimi trent'anni è cambiata a una velocità senza precedenti, e così hanno fatto le sue donne. Lo hanno dimostrato recentemente i numerosi studi che raccontano di imprenditrici e businesswomen oggi miliardarie: che con le loro idee e la loro tenacia hanno contribuito non poco al boom economico del paese. Lo ha confermato il mito della mamma-tigre, il modello educativo tutto competizione e severità proposto da Amy Chua a un Occidente sempre più permissivo nei confronti dei suoi bambini.
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Se proprio servisse un'altra prova, è arrivata nei giorni scorsi. Un gruppo di studentesse dell'università per gli Studi stranieri di Pechino (Bfsu) ha sfidato uno degli ultimi tabù rimasti in piedi, quello legato al sesso: in 17 hanno lanciato una campagna per promuovere I monologhi della Vagina, il celebre testo teatrale di Eve Ensler che nelle prossime settimane sbarcherà nel loro campus. Cartelli alla mano, le ragazze hanno spiegato perché lo show è di quelli da non perdere. "La mia vagina dice: non considerarmi solo una parola sensibile". "La mia vagina dice: sono sexy, ma non per questo puoi molestarmi". "La mia vagina dice: può entrare qualcuno solo se lo dico io". E così via. Le foto, postate sui social media cinesi, hanno guadagnato consensi istantanei, generando migliaia di commenti su Sina Weibo, il Twitter cinese, e arrivando fino all'autorevole rivista Usa Foreign Policy.
Ma le ragazze sono state anche ricoperte di insulti e accusate di essere prostitute, agenti dell'Occidente, depravate. Il segno, sostengono gli esperti, di una dicotomia sempre maggiore fra la modernità che spinge avanti una certa Cina e le idee conservatrici che continuano a permeare la società quando si toccano temi come la verginità, il matrimonio, i rapporti fra i due sessi. Vi ricorda qualcosa?
Twitter: @francescacaferr
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Se proprio servisse un'altra prova, è arrivata nei giorni scorsi. Un gruppo di studentesse dell'università per gli Studi stranieri di Pechino (Bfsu) ha sfidato uno degli ultimi tabù rimasti in piedi, quello legato al sesso: in 17 hanno lanciato una campagna per promuovere I monologhi della Vagina, il celebre testo teatrale di Eve Ensler che nelle prossime settimane sbarcherà nel loro campus. Cartelli alla mano, le ragazze hanno spiegato perché lo show è di quelli da non perdere. "La mia vagina dice: non considerarmi solo una parola sensibile". "La mia vagina dice: sono sexy, ma non per questo puoi molestarmi". "La mia vagina dice: può entrare qualcuno solo se lo dico io". E così via. Le foto, postate sui social media cinesi, hanno guadagnato consensi istantanei, generando migliaia di commenti su Sina Weibo, il Twitter cinese, e arrivando fino all'autorevole rivista Usa Foreign Policy.
Ma le ragazze sono state anche ricoperte di insulti e accusate di essere prostitute, agenti dell'Occidente, depravate. Il segno, sostengono gli esperti, di una dicotomia sempre maggiore fra la modernità che spinge avanti una certa Cina e le idee conservatrici che continuano a permeare la società quando si toccano temi come la verginità, il matrimonio, i rapporti fra i due sessi. Vi ricorda qualcosa?
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