NON E' CHE IL CRITICO televisivo emergente Fabio Volo non abbia ragione a chiedere di produrre cose più simili a Breaking Bad (contemporanee, disturbanti) e meno a Carabinieri (rassicuranti come la provincia degli anni Cinquanta, però con i telefoni cellulari). Ma poi chi le sponsorizza? Tutte le prime serate che ho visto questa settimana, sarà stata una coincidenza, erano "offerte" da integratori per la menopausa.
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Naturalmente non usano quella brutta parola. In almeno uno degli slogan che mi è capitato di sentire, in queste serate da spettatrice di improvvisa mezz'età, la definiscono "l'età del cambiamento". Se subito prima non avessero citato le caldane, avrei pensato si trattasse di un integratore per adolescenti: se ne compri due scatole, ti danno in omaggio una maglietta di Justin Bieber.
Età del cambiamento a parte, lo spot che ho incrociato più spesso in prima serata è quello della Ford. Ci sono figli che accompagnano le madri all'altare, genitori separati, e poi un inclusivo "Qualunque sia la tua idea di famiglia". Resta, a sentirlo distrattamente, una certa impressione di modernità. Se però in quel momento non sei andata a prenderti da bere, se stai facendo quella cosa insolita che è guardare lo schermo durante la pubblicità, scoprirai: che il figlio che accompagna la madre all'altare ha una quarantina d'anni (la madre sembra più giovane di lui, in compenso il marito sembra suo nonno); che i genitori separati "solo per novanta minuti a settimana" tifano squadre di calcio diverse; per tacere delle quattro amiche "sposate, ma amanti del mare".
Ogni volta, per un attimo, penso che siano tornati i Broncoviz, e quello sia uno sketch: adesso ve lo diamo noi, lo spot sulla famiglia alternativa, moderna, aperta. Quella in cui alla vedova con figlio adulto è persino concesso risposarsi. Quella in cui i mariti sono così permissivi che le mogli possono persino tifare per un'altra squadra. Quella in cui le donne sono di così facili costumi che una domenica pomeriggio vanno al mare con le amiche. Adesso vi convinciamo noi, con questa feroce parodia, a rivalutare le madri che servono a tavola nelle pubblicità dei carboidrati.
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Naturalmente non usano quella brutta parola. In almeno uno degli slogan che mi è capitato di sentire, in queste serate da spettatrice di improvvisa mezz'età, la definiscono "l'età del cambiamento". Se subito prima non avessero citato le caldane, avrei pensato si trattasse di un integratore per adolescenti: se ne compri due scatole, ti danno in omaggio una maglietta di Justin Bieber.
Età del cambiamento a parte, lo spot che ho incrociato più spesso in prima serata è quello della Ford. Ci sono figli che accompagnano le madri all'altare, genitori separati, e poi un inclusivo "Qualunque sia la tua idea di famiglia". Resta, a sentirlo distrattamente, una certa impressione di modernità. Se però in quel momento non sei andata a prenderti da bere, se stai facendo quella cosa insolita che è guardare lo schermo durante la pubblicità, scoprirai: che il figlio che accompagna la madre all'altare ha una quarantina d'anni (la madre sembra più giovane di lui, in compenso il marito sembra suo nonno); che i genitori separati "solo per novanta minuti a settimana" tifano squadre di calcio diverse; per tacere delle quattro amiche "sposate, ma amanti del mare".
Ogni volta, per un attimo, penso che siano tornati i Broncoviz, e quello sia uno sketch: adesso ve lo diamo noi, lo spot sulla famiglia alternativa, moderna, aperta. Quella in cui alla vedova con figlio adulto è persino concesso risposarsi. Quella in cui i mariti sono così permissivi che le mogli possono persino tifare per un'altra squadra. Quella in cui le donne sono di così facili costumi che una domenica pomeriggio vanno al mare con le amiche. Adesso vi convinciamo noi, con questa feroce parodia, a rivalutare le madri che servono a tavola nelle pubblicità dei carboidrati.
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