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La poltrona di Fazio fa i miracoli

di GUIA SONCINI
2 minuti di lettura
Ma prima di Che tempoche fa, come si faceva? A vendere i libri in Italia, dico. Esistevano? Libri, autori di libri, acquirenti di libri? È ovvio: fino a dieci anni fa in Italia non si commerciavano quegli oggetti di carta con stampate sopra delle parole... Basta guardare la rivolta degli scrittori che esigono la più urgente delle riforme costituzionali: il diritto di ogni autore a essere intervistato da Fabio Fazio.

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Solo nell'ultima settimana, sono stati notati: il romanziere che fa tweet vittimisti "il mio è un bel romanzo anche se non sono di quelli invitati da Fazio"; il saggista che, contando sul meccanismo "se lo invitiamo magari si dà una calmata", pubblica il trimestrale articolo su quanto gli faccia schifo Che tempo che fa; e quello che non dà in escandescenze in pubblico ma telefona agli autori, ai trascorsi ospiti, probabilmente anche alla babysitter dei figli di Fazio non certo per perorare…
Ma prima di Che tempoche fa, come si faceva? A vendere i libri in Italia, dico. Esistevano? Libri, autori di libri, acquirenti di libri? È ovvio: fino a dieci anni fa in Italia non si commerciavano quegli oggetti di carta con stampate sopra delle parole... Basta guardare la rivolta degli scrittori che esigono la più urgente delle riforme costituzionali: il diritto di ogni autore a essere intervistato da Fabio Fazio.

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Solo nell'ultima settimana, sono stati notati: il romanziere che fa tweet vittimisti "il mio è un bel romanzo anche se non sono di quelli invitati da Fazio"; il saggista che, contando sul meccanismo "se lo invitiamo magari si dà una calmata", pubblica il trimestrale articolo su quanto gli faccia schifo Che tempo che fa; e quello che non dà in escandescenze in pubblico ma telefona agli autori, ai trascorsi ospiti, probabilmente anche alla babysitter dei figli di Fazio non certo per perorare la propria causa: è solo molto socievole, vuole fare amicizia.
Non si curano le ossessioni con la logica, e quindi nessuno si mette lì a spiegare che certi libri vendono comunque (Michele Serra, primo da tre settimane, non è ancora comparso in quello studio tv); o che certi ospiti quel pubblico li sente estranei (le vendite di Fabio Volo sono rimaste identiche prima e dopo la puntata) e certi altri molto affini (Francesco Piccolo ha quadruplicato le copie). Nessuno vuole sentire sfumature, ma chiunque abbia scritto poesie, ricette, romanzi di vampiri pretende che il suo tomo, sommerso dall'offerta di mercato, venga salvato da Fabio Fazio, che lo condurrà dove merita: in cima alla classifica.

Se sei (già) in cima, non vale. Quell'Open, per dire. Venuto da fuori a rubarci il posto da ospite. Ed era già in classifica! Lo vendono comunque! Da 135 settimane! La sua presenza lì era un abuso intollerabile. Chissenefrega se Agassi era un ospite molto appetibile, e il libro un capolavoro: il primo posto in classifica dev'essere un punto d'arrivo che raggiungo grazie a te, un ammortizzatore sociale che tu, servizio pubblico, mi procuri. Non penserai mica di poter invitare quelli già venduti. Non puoi permetterti d'essere un programma interessante, devi essere un centro di rianimazione cui possa avere accesso ogni nostro potenziale bestseller.
Stabilito il non­diritto di Fazio a invitare chi vuole e il suo dovere di darci spazio, pare perfettamente sensato che il candidato alle primarie Pippo Civati, sebbene presente in qualunque altro talk­show, abbia ritenuto di farsi da solo il suo Che tempo che fa. Se non esistono gli scrittori che non vanno lì, figuriamoci i candidati. Se con le sue sole tre ore quel programma può salvare l'editoria, figuriamoci la politica. Neanche a Babbo Natale e al Principe Azzurro avevamo mai addossato tutta questa responsabilità.
Twitter: @lasoncini