Domani l'Accademia di Svezia consegnerà i premi Nobel 2013. Alice Munro, Nobel per la letteratura, non potrà essere presente. Come accade in questi casi, la scrittrice ha concesso in cambio una lunga intervista. "Sono diventata scrittrice da bambina, dopo aver letto La Sirenetta di Hans Christian Andersen. Consideravo inaccettabile che, dopo tutti gli sforzi compiuti, la Sirenetta non riuscisse a conquistare il cuore del Principe. Mi sembrava quindi necessario che io riscrivessi il finale. Sono diventata scrittrice per risarcire quella che consideravo un'enorme ingiustizia".
Alice Munro ha sempre vissuto in Canada. Ha due figlie avute dal primo marito, e una libreria, Munro's Book. È vedova del suo secondo marito. Una vita semplice. Parla in maniera semplice, sorride, porta molti anelli d'argento e si tormenta le mani. Dice spesso questa frase: "Scrivere è un lavoro duro, molto duro".
SCOPRI LA PRIMA PAGINA DI RSERA
In un'intervista per il Guardian, Munro indica Edna O' Brien come uno degli scrittori dal quale ha tratto maggiore ispirazione. Considera comune la loro formazione: l'Irlanda cattolica e il suo Canada si somigliano per claustrofobia e senso di insularità, ed entrambe, dice, hanno subìto l'incidenza piscologica di madri amatissime ma difficili. Oltre al fatto che O' Brien, dice Munro, mi ha insegnato a raccontare il sesso.
Edna O'Brien vive a Londra, e ha avuto una vita pienissima. Anche lei ha due figli, maschi, e un ex marito. Ma da lì in poi le vite di queste due scrittrici prendono direzioni molto diverse: O' Brien si concede a una mondanità sfrenata (che racconta nella sua bellissima autobiografia, Country Girl, uscita in questi giorni per Elliot) piena di uomini, amici, amori e sbronze. "Volevo l'adolescenza che non avevo vissuto", dirà. Nel frattempo, scrive decine di libri magnifici, soprattutto racconti.
Due scrittrici coetanee, entrambe specializzate in racconti. Due tra i più grandi scrittori viventi. Due vite diversissime. La vita, dunque, non conta? Forse no. Forse, come dice Munro e conferma O'Brien, conta solo l'hard work.
Ieri Edna O'Brien ha salutato le persone presenti al suo incontro a Roma, alla fiera della piccola e media editoria, con questa frase: e non dimenticate mai, che la vita è un magnifico banchetto. Ecco, forse questo conta.
Twitter: @elenastanka
Alice Munro ha sempre vissuto in Canada. Ha due figlie avute dal primo marito, e una libreria, Munro's Book. È vedova del suo secondo marito. Una vita semplice. Parla in maniera semplice, sorride, porta molti anelli d'argento e si tormenta le mani. Dice spesso questa frase: "Scrivere è un lavoro duro, molto duro".
SCOPRI LA PRIMA PAGINA DI RSERA
In un'intervista per il Guardian, Munro indica Edna O' Brien come uno degli scrittori dal quale ha tratto maggiore ispirazione. Considera comune la loro formazione: l'Irlanda cattolica e il suo Canada si somigliano per claustrofobia e senso di insularità, ed entrambe, dice, hanno subìto l'incidenza piscologica di madri amatissime ma difficili. Oltre al fatto che O' Brien, dice Munro, mi ha insegnato a raccontare il sesso.
Edna O'Brien vive a Londra, e ha avuto una vita pienissima. Anche lei ha due figli, maschi, e un ex marito. Ma da lì in poi le vite di queste due scrittrici prendono direzioni molto diverse: O' Brien si concede a una mondanità sfrenata (che racconta nella sua bellissima autobiografia, Country Girl, uscita in questi giorni per Elliot) piena di uomini, amici, amori e sbronze. "Volevo l'adolescenza che non avevo vissuto", dirà. Nel frattempo, scrive decine di libri magnifici, soprattutto racconti.
Due scrittrici coetanee, entrambe specializzate in racconti. Due tra i più grandi scrittori viventi. Due vite diversissime. La vita, dunque, non conta? Forse no. Forse, come dice Munro e conferma O'Brien, conta solo l'hard work.
Ieri Edna O'Brien ha salutato le persone presenti al suo incontro a Roma, alla fiera della piccola e media editoria, con questa frase: e non dimenticate mai, che la vita è un magnifico banchetto. Ecco, forse questo conta.
Twitter: @elenastanka