Parla con lei

Dalla tv alla politica la medietà non paga

di GUIA SONCINI

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La serialità televisiva è come la leadership politica: la medietà non paga. Puoi essere splendido. Ma quella, per ragioni di budget o di immaginario, è una cosa che riesce solo agli americani (che siano Barack Obama o Sex and the City, John Fitzgerald Kennedy o The West Wing). Se sei italiano e sei carino - di qualità, perbene, secchione - non hai speranze. Che tu sia Civati o Una grande famiglia, Cuperlo o Benvenuti a tavola. Se sei italiano e non puoi permetterti d'essere splendido splendente, non ti resta che farti detestare.

La migliore - ovvero la peggiore - serie dell'anno è finita mercoledì. S'intitolava Le tre rose di Eva, andava in onda su Canale 5, e gli interpreti erano perlopiù stati allevati in quell'insuperabile allevamento di cani di razza che è la soap Centovetrine. Quattro giorni prima il protagonista era stato finalista a Ballando con le stelle: la filiera dello star system italiano è cortissima.

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Nulla, dalle parti di Eva, ci veniva risparmiato. La madre pazza, già cameriera della tenuta dei ricchi, che inventa per i figli un passato di latifondisti dal quale sarebbero stati derubati, guida vendette nascosta in soffitta, e davanti allo sguardo sbarrato del figlio prete frusta la figlia (ultratrentenne) quando osa provare a ribellarsi al delirante piano. E morti che non muoiono, nemici che si scoprono in realtà propri genitori, fratelli che si litigano gatte morte la cui attrattività è oscura al pubblico. Non avevano timore di essere raccapriccianti, quindi erano irresistibili.

La seconda stagione è finita con la coppia principale - gatta morta e concorrente di Ballando - finalmente riunita, chiariti gli equivoci (tra i quali una mezza dozzina di omicidi). Ma serviva l'appiglio per la terza annata: lui doveva lasciarla di nuovo. Non l'ha fatto con un banale "Non sei tu, sono io". Lei sarà pure la regina delle gatte morte, ma lui la batte. Quando se n'è andato verso l'orizzonte dopo averle detto che aveva il dovere di abbandonarla finché non fosse stato migliore, perché "io il tuo amore devo meritarmelo", ho deciso di votarlo alle prossime primarie del Pd.
Twitter: @lasoncini
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