Parla con lei

Quando la realtà sorpassa la satira

di GUIA SONCINI

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Domenica, mentre Giletti gli chiedeva conto della sua passata candidatura, e Danilo Calvani rispondeva che era una lista civica, "non di politici, di contadini agricoli", io per la prima volta non sbuffavo per la poca voglia di lavorare di Corrado Guzzanti. Tutte le precedenti apparizioni di Calvani mi avevano fatto pensare che sarebbe stato un personaggio perfetto per lui, se solo la sua pigrizia non gli avesse imposto un regime di un'ora di repertorio ogni quattr'anni. Domenica no. E non solo perché avevo appena rivisto un suo Gianfranco Funari del '97 che era già purissimo forconismo.

Perché nel frattempo c'era stato il finto interprete del linguaggio dei segni, a Johannesburg: probabilmente il miglior materiale che realtà potesse fornire a commedia. E infatti sabato il Saturday Night Live, il più noto programma comico d'America e del mondo, l'aveva usato per aprire la puntata. Il presidente, il finto interprete, e una Merkel che vuole anche lei un autoscatto con Obama come la premier danese.

Il problema di una realtà troppo esilarante perché la finzione sia all'altezza non è mai stato evidente come in quei due minuti: lo sketch non faceva ridere mai. Probabilmente perché all'elemento di realtà dell'interprete finto non puoi aggiungere niente di più spassoso, e però se lo riproduci tale e quale non farai altrettanto ridere (il filmato originale sarebbe stato più divertente che la scenetta fatta dai due attori).

Martedì, a Ballarò, ci hanno riprovato. L'autostima è una buona cosa: bisogna sempre pensarsi in grado di fare meglio dei migliori del mondo. Luca Bizzarri leggeva un testo, e Paolo Kessisoglu aveva la faccia tinta di nero; un espediente che dovrebbe supplire al non avere un attore nero per la parte ma che è difficile vedere utilizzato da professionisti non sprovveduti: nei paesi normali dà origine a un putiferio di accuse di razzismo.

Ad Halloween l'attrice Julianne Hough si è dipinta la faccia di nero per travestirsi da personaggio della serie Orange is the new black: ha passato le settimane successive a scusarsi. Per lo sketch di Ballarò non c'è stato bisogno di scuse. Nessuno ha protestato. Erano tutti troppo impegnati a ridere per la lettura satirica della realtà in cui uno diceva "Beppe Grillo ha fatto gli auguri di Natale agli italiani" e l'altro, il finto interprete, alzava il dito medio.

Twitter: @lasoncini