Lunedì sera erano gli anni Cinquanta. Succede ogni 23 di dicembre: le coppie clandestine si salutano e si danno appuntamento a gennaio, in nome di un congelamento a un'era precellulari che uno (o una) ha interesse a simulare e l'altra (o l'altro) si presta ad assecondare. Non c'è logica o principio di realtà che tenga; non c'è connessione wifi permanente, smartphone sempre in mano, modernità alcuna che convinca l'amante che subisce l'abbandono che chi sparisce per dieci giorni non ha evidentemente alcuna voglia di farsi sentire. La lagna natalizia è ferma ai tempi in cui toccava chiudersi in bagno e telefonare di nascosto.
Lunedì sera, i sadici che presiedono ai palinsesti italiani hanno piazzato commedie romantiche in ogni dove, acciocché potessero struggersi meglio coloro che fino alla Befana correranno a ogni notifica; e non sarà mai il messaggio che aspettavano ma sempre gli auguri di Natale dell'assicurazione, quelli di buon anno del supermercato, e quelli di "tante care cose a lei e famiglia" della ditta che è venuta a revisionare la caldaia.
Su Rai 3 Serendipity, un film il cui pernicioso messaggio è "se è destino, ci si reincontra", un rifacimento spericolato di quel verso di Battisti che "siccome è facile incontrarsi, anche in una grande città". Chiunque stesse a casa lunedì sera a frignare sulla propria vita sentimentale - invece di essere coi legittimi partner a qualche cena d'auguri - aveva fatto prima o poi qualche appostamento onde incontrare "per caso" l'oggetto del desiderio, e sapeva che non è facile per niente.
Su Canale 5 l'assai più realistico L'amore non va in vacanza, che ci dice che ci si potranno pure scambiare case e città e vite, ma quella con l'aspetto da modella (Cameron Diaz) finirà comunque col figo (Jude Law), e a quella con l'aspetto da donna normale (Kate Winslet) toccherà il botolo (Jack Black).
Ma la serata l'ha vinta la commedia romantica che più assomiglia al nostro tempo: quella non a caso degli anni Cinquanta, quella in cui lui è uno sciupafemmine solo finché non invecchia e non rivaluta l'attrattiva della cena pronta in tavola, quella in cui la lotta di classe finisce con lui che va a vivere a scrocco a casa di lei. Cinque milioni di romantiche realiste, lunedì, hanno visto su Rai 1 Lilli e il vagabondo.
Twitter: @lasoncini
Lunedì sera, i sadici che presiedono ai palinsesti italiani hanno piazzato commedie romantiche in ogni dove, acciocché potessero struggersi meglio coloro che fino alla Befana correranno a ogni notifica; e non sarà mai il messaggio che aspettavano ma sempre gli auguri di Natale dell'assicurazione, quelli di buon anno del supermercato, e quelli di "tante care cose a lei e famiglia" della ditta che è venuta a revisionare la caldaia.
Su Rai 3 Serendipity, un film il cui pernicioso messaggio è "se è destino, ci si reincontra", un rifacimento spericolato di quel verso di Battisti che "siccome è facile incontrarsi, anche in una grande città". Chiunque stesse a casa lunedì sera a frignare sulla propria vita sentimentale - invece di essere coi legittimi partner a qualche cena d'auguri - aveva fatto prima o poi qualche appostamento onde incontrare "per caso" l'oggetto del desiderio, e sapeva che non è facile per niente.
Su Canale 5 l'assai più realistico L'amore non va in vacanza, che ci dice che ci si potranno pure scambiare case e città e vite, ma quella con l'aspetto da modella (Cameron Diaz) finirà comunque col figo (Jude Law), e a quella con l'aspetto da donna normale (Kate Winslet) toccherà il botolo (Jack Black).
Ma la serata l'ha vinta la commedia romantica che più assomiglia al nostro tempo: quella non a caso degli anni Cinquanta, quella in cui lui è uno sciupafemmine solo finché non invecchia e non rivaluta l'attrattiva della cena pronta in tavola, quella in cui la lotta di classe finisce con lui che va a vivere a scrocco a casa di lei. Cinque milioni di romantiche realiste, lunedì, hanno visto su Rai 1 Lilli e il vagabondo.
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