Indossano pantaloni alla moda, amano gli accessori eccentrici, gli occhiali da sole oversize e spesso si muovono in bicicletta, come la moda detta in questi giorni a New York. Si ritrovano nei bar più trendy a commentare l'ultimo numero di Vogue o alle aperture delle mostre nelle gallerie di moda in città: nella loro pagina Facebook si definiscono "una comunità inclusiva, che non giudica e ha interessi e passioni diverse".
Nelle ultime settimane le Mipsterz hanno conquistato le colonne di alcuni dei blog sulla moda più seguiti degli Stati Uniti. A portarcele, non sono stati i loro gusti o le loro scelte, ma piuttosto ciò che indossano in testa: un velo. Anzi, a voler essere precisi, un hijab, il velo islamico.
Ora, se qualcuno di voi ora facesse uno sguardo perplesso e mi chiedesse "la notizia dov'è?", lo capirei in pieno: di ragazze che si velano per scelta, che scelgono di mettere in testa fazzoletti allegri e colorati, che sono all'avanguardia nei loro paesi, da questa parte del Mediterraneo - e con questo intendo l'Europa così come le nazioni dell'Africa del Nord - parliamo da anni: a loro sono stati dedicati libri, blog, video, riviste specializzate.
Ma, in America evidentemente no: di fronte alle mie amiche Khalida di Rovereto, Asma del Cairo, Sara di Torino l'America evidentemente spalanca ancora gli occhi piena di meraviglia, complice una psicosi che, dall'11 settembre in avanti non ha mai davvero abbandonato gli States. Non è caso che nei giorni scorsi uno dei più autorevoli centri di ricerca americani abbia pubblicato uno studio che in patria ha raccolto molto seguito, per essere invece sbugiardato dai media e siti da questa parte di mondo.
Come nel mondo arabo si preferisce che vestano le donne, a cura del Pew Research Center racconta le attitudini degli uomini nei confronti dell'abbigliamento femminile in sette paesi arabi: secondo lo studio la maggior parte degli intervistati ritiene che le donne dovrebbero portare un qualsiasi indumento che copra loro i capelli. Pochissimi definiscono "appropriate" le donne con i capelli all'aria. "Chiedetelo a noi come vogliamo vestirci", hanno scritto diverse bloggers dei paesi musulmani, prendendosela con chi, come la Cnn, ha dedicato ampio spazio alla ricerca. O, ancora più semplicemente, "avere un velo in testa non significa non essere indipendenti, intraprendenti, intelligenti". Ben vengano le Mipsterz se servivano loro a recapitare il messaggio all'America: basta che questa volta arrivi.
Twitter: @francescacaferr
Nelle ultime settimane le Mipsterz hanno conquistato le colonne di alcuni dei blog sulla moda più seguiti degli Stati Uniti. A portarcele, non sono stati i loro gusti o le loro scelte, ma piuttosto ciò che indossano in testa: un velo. Anzi, a voler essere precisi, un hijab, il velo islamico.
Ora, se qualcuno di voi ora facesse uno sguardo perplesso e mi chiedesse "la notizia dov'è?", lo capirei in pieno: di ragazze che si velano per scelta, che scelgono di mettere in testa fazzoletti allegri e colorati, che sono all'avanguardia nei loro paesi, da questa parte del Mediterraneo - e con questo intendo l'Europa così come le nazioni dell'Africa del Nord - parliamo da anni: a loro sono stati dedicati libri, blog, video, riviste specializzate.
Ma, in America evidentemente no: di fronte alle mie amiche Khalida di Rovereto, Asma del Cairo, Sara di Torino l'America evidentemente spalanca ancora gli occhi piena di meraviglia, complice una psicosi che, dall'11 settembre in avanti non ha mai davvero abbandonato gli States. Non è caso che nei giorni scorsi uno dei più autorevoli centri di ricerca americani abbia pubblicato uno studio che in patria ha raccolto molto seguito, per essere invece sbugiardato dai media e siti da questa parte di mondo.
Come nel mondo arabo si preferisce che vestano le donne, a cura del Pew Research Center racconta le attitudini degli uomini nei confronti dell'abbigliamento femminile in sette paesi arabi: secondo lo studio la maggior parte degli intervistati ritiene che le donne dovrebbero portare un qualsiasi indumento che copra loro i capelli. Pochissimi definiscono "appropriate" le donne con i capelli all'aria. "Chiedetelo a noi come vogliamo vestirci", hanno scritto diverse bloggers dei paesi musulmani, prendendosela con chi, come la Cnn, ha dedicato ampio spazio alla ricerca. O, ancora più semplicemente, "avere un velo in testa non significa non essere indipendenti, intraprendenti, intelligenti". Ben vengano le Mipsterz se servivano loro a recapitare il messaggio all'America: basta che questa volta arrivi.
Twitter: @francescacaferr