Lena Dunham, autrice interprete e regista di Girls (oltre che di alcune altre cose tutte intelligenti) è stata fotografata da Annie Leibovitz per la copertina di Vogue. Le immagini sono belle, certamente un po' patinate. In una di queste Dunham ha un piccione sulla testa. C'è del photoshop, inutile negarlo. Il sito pop-femminista Jezebel si inalbera: perché Dunham si è fatta fotografare in quel modo, contraddicendo il suo lavoro, l'immagine reale, divertente, eversiva del corpo femminile che propone nella sua serie tv? Offriamo 10.000 dollari, dice Jezebel, a chi ci fa avere gli originali delle foto di Leibovitz per capire che è successo. Arrivano, in pochissimo tempo. E il sito li pubblica segnalando le correzioni: mento, colorito, borse sotto gli occhi larghezza dei fianchi... il solito. Dunham, interpellata, risponde che non capisce bene quale sia il problema.
Una rivista di moda, dice, non è la vita. È un luogo di fantasia che vende fantasie, bellezza, irrealtà. E in ogni caso io sono molto diversa dal tipo di donna che va normalmente in copertina su Vogue, e questa mi sembra già una bella cosa, spiega. Se poi volete vedere come sono davvero, qual è l'idea che ho di me e che voglio rappresentare, andatevi a vedere Girls. Sul fronte opposto, quando mostra il suo corpo imperfetto, cicciottello non photoshoppato, mette soggezione. Girls, dicono, mostra troppo sesso esplicito. Ma quello che vogliono dire è che solo la bellezza assolve dallo scandalo. Se vuoi stare nuda, devi essere photoshoppata, altrimenti devi avvolgerti nel lenzuolo.
Come sarà bello quando l'espressione "il corpo della donna", avrà lo stesso valore de "il corpo dell'uomo", cioè zero. Quando un'artista potrà mettere in scena le sue storie e non un'idea del femminile, quando potrà scegliere se indossare un orribile vestito giallo o un abito stupendo di Alexander Mc Queen soltanto per vedere l'effetto che fa, senza conseguenze morali.
Twitter: @elenastanca
Una rivista di moda, dice, non è la vita. È un luogo di fantasia che vende fantasie, bellezza, irrealtà. E in ogni caso io sono molto diversa dal tipo di donna che va normalmente in copertina su Vogue, e questa mi sembra già una bella cosa, spiega. Se poi volete vedere come sono davvero, qual è l'idea che ho di me e che voglio rappresentare, andatevi a vedere Girls. Sul fronte opposto, quando mostra il suo corpo imperfetto, cicciottello non photoshoppato, mette soggezione. Girls, dicono, mostra troppo sesso esplicito. Ma quello che vogliono dire è che solo la bellezza assolve dallo scandalo. Se vuoi stare nuda, devi essere photoshoppata, altrimenti devi avvolgerti nel lenzuolo.
Come sarà bello quando l'espressione "il corpo della donna", avrà lo stesso valore de "il corpo dell'uomo", cioè zero. Quando un'artista potrà mettere in scena le sue storie e non un'idea del femminile, quando potrà scegliere se indossare un orribile vestito giallo o un abito stupendo di Alexander Mc Queen soltanto per vedere l'effetto che fa, senza conseguenze morali.
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