Parla con lei

Nella tv italiana un'idea ogni 13 anni

di GUIA SONCINI

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L'equivoco iniziò quando RaiSat cominciò a mandare in onda David Letterman, e noi - inattrezzato pubblico italiano per cui il talk-show era quello di Maurizio Costanzo - scoprimmo la programmazione americana di tarda serata. E pensammo che la differenza la facesse la scrivania, o l'avere un ospite alla volta. Neanche quando arrivò la possibilità di vedere in rete tutti gli altri conduttori, da Jimmy Fallon a Jon Stewart, ci arrendemmo all'incontrovertibile evidenza.

Loro si inventavano i famosi che leggono i tweet d'insulti a loro indirizzati o i politici che fanno duetti canori il cui testo siano le notizie della settimana, e noi continuavamo a far finta che il punto fosse quant'erano famosi gli ospiti o buone le battute.

I migliori tre minuti di tv andati in onda in Italia nell'ultimo decennio non sono stati un'intervista o un monologo comico. I migliori tre minuti di tv erano un'idea fatta del primo piano a' la Sergio Leone di Fabio Fazio con gli occhiali da miope sotto il cappello da cowboy; di Fazio che diceva "un attimo fa stavo parlando col presidente del Senato e adesso, non so perché, mi sento un po' in imbarazzo", mentre la musica e i costumi e la postura ci dicevano che stavano per spararsi, lo sapevamo, perché quell'iconografia lì la conosciamo tutti; di Terence Hill che gli diceva "quando un uomo con gli occhiali incontra un cowboy che ci vede benissimo, l'uomo con gli occhiali è un uomo morto".

Fosse stata la tv americana, sarebbero stati tre minuti secchi in mezzo a due pubblicità, e invece è entrata la Littizzetto, i cowboy sparati si sono rialzati da terra, si è tornati nel paese degli "abbiamo scherzato", "ringraziamo Terence Hill", "un bell'applauso". Ma intanto c'erano stati quei miracolosi tre minuti, fatti di un'idea. Ho pensato per giorni a quanto tempo fosse passato dall'ultima volta che ne avevo vista una, alla tv italiana.

Era il 2001, e l'idea non veniva dai film con gli spari ma da quel pezzo di immaginario italiano che sono le osterie. C'erano attorno a un tavolo Giorgio Gaber e Enzo Jannacci, Dario Fo e Antonio Albanese, e si faceva finta di andare a caso, e che Adriano Celentano non stesse conducendo. Un'idea ogni tredici anni. Non vedo l'ora che sia il 2027.
Twitter: @lasoncini