L'allegra danza di un miliardo di donne
di FRANCESCA CAFERRI
Il trailer è di quelli che fanno venire la voglia di scoprire di più: ritmato, accattivante, colorato, allegro. Sullo schermo scorrono le immagini di donne di tutto il mondo: suore cattoliche accompagnate da bambine, anziane avvolte negli abiti tradizionali degli indiani d'America, danzatrici impegnate in coreografie perfette, composte buddiste e africane scatenate con i loro tamburi. E poi tanti, tanti uomini e bambini: da Berlino a Parigi passando per le piazze di Rimini e Torino.
Hanno scelto il linguaggio che lo scorso anno ha permesso un successo planetario - un miliardo di persone in piazza in 207 Paesi - le organizzatrici della One Billion Rising Campaign per lanciare l'appuntamento del 2014: il 14 febbraio le donne di tutto il mondo torneranno in strada per ballare al ritmo di semplici passi di danza e gridare tutte insieme alla fine contro la violenza sulle donne. Un rito liberatorio quasi, inventato da Eve Ensler, la creatrice dei Monologhi della vagina, che ha…
Hanno scelto il linguaggio che lo scorso anno ha permesso un successo planetario - un miliardo di persone in piazza in 207 Paesi - le organizzatrici della One Billion Rising Campaign per lanciare l'appuntamento del 2014: il 14 febbraio le donne di tutto il mondo torneranno in strada per ballare al ritmo di semplici passi di danza e gridare tutte insieme alla fine contro la violenza sulle donne. Un rito liberatorio quasi, inventato da Eve Ensler, la creatrice dei Monologhi della vagina, che ha…
Il trailer è di quelli che fanno venire la voglia di scoprire di più: ritmato, accattivante, colorato, allegro. Sullo schermo scorrono le immagini di donne di tutto il mondo: suore cattoliche accompagnate da bambine, anziane avvolte negli abiti tradizionali degli indiani d'America, danzatrici impegnate in coreografie perfette, composte buddiste e africane scatenate con i loro tamburi. E poi tanti, tanti uomini e bambini: da Berlino a Parigi passando per le piazze di Rimini e Torino.
Hanno scelto il linguaggio che lo scorso anno ha permesso un successo planetario - un miliardo di persone in piazza in 207 Paesi - le organizzatrici della One Billion Rising Campaign per lanciare l'appuntamento del 2014: il 14 febbraio le donne di tutto il mondo torneranno in strada per ballare al ritmo di semplici passi di danza e gridare tutte insieme alla fine contro la violenza sulle donne. Un rito liberatorio quasi, inventato da Eve Ensler, la creatrice dei Monologhi della vagina, che ha unito i cinque continenti in una richiesta di giustizia: basta con la violenza sulle donne, basta con le statistiche che puntualmente, ogni anno, tornano a raccontarci come una su tre in tutto il mondo abbia subito violenza.
Il messaggio non è nuovo, certo: ma il linguaggio sì. Trasformare una richiesta di giustizia in un ballo pieno di energia e positività, invece che in una scontata lamentela, è stata la chiave che ha consentito lo scorso anno un successo oltre ogni aspettativa. Anche in Italia.
Quest'anno le organizzatrici tornano alla carica, con la voglia di superarsi: perché in India, dodici mesi dopo la morte della ragazza di Mumbai stuprata su un bus, nulla è cambiato, e gli anziani di un villaggio posso decidere lo stupro collettivo come punizione per un'adolescente che ha osato troppo. In certe parti del Mali è ancora tradizione che un uomo dorma con una bambina di dieci anni per "avviarla alla vita". E in Italia c'è ancora chi si permette di usare l'arma della violenza per zittire le donne che fanno politica. E allora ancora una volta, purtroppo, serve mobilitarsi per dire basta.
Twitter: @francescacaferr
Hanno scelto il linguaggio che lo scorso anno ha permesso un successo planetario - un miliardo di persone in piazza in 207 Paesi - le organizzatrici della One Billion Rising Campaign per lanciare l'appuntamento del 2014: il 14 febbraio le donne di tutto il mondo torneranno in strada per ballare al ritmo di semplici passi di danza e gridare tutte insieme alla fine contro la violenza sulle donne. Un rito liberatorio quasi, inventato da Eve Ensler, la creatrice dei Monologhi della vagina, che ha unito i cinque continenti in una richiesta di giustizia: basta con la violenza sulle donne, basta con le statistiche che puntualmente, ogni anno, tornano a raccontarci come una su tre in tutto il mondo abbia subito violenza.
Il messaggio non è nuovo, certo: ma il linguaggio sì. Trasformare una richiesta di giustizia in un ballo pieno di energia e positività, invece che in una scontata lamentela, è stata la chiave che ha consentito lo scorso anno un successo oltre ogni aspettativa. Anche in Italia.
Quest'anno le organizzatrici tornano alla carica, con la voglia di superarsi: perché in India, dodici mesi dopo la morte della ragazza di Mumbai stuprata su un bus, nulla è cambiato, e gli anziani di un villaggio posso decidere lo stupro collettivo come punizione per un'adolescente che ha osato troppo. In certe parti del Mali è ancora tradizione che un uomo dorma con una bambina di dieci anni per "avviarla alla vita". E in Italia c'è ancora chi si permette di usare l'arma della violenza per zittire le donne che fanno politica. E allora ancora una volta, purtroppo, serve mobilitarsi per dire basta.
Twitter: @francescacaferr