Siccome alla tv americana sono meno prevedibili del previsto, Jay Leno non ha fatto neanche una battuta su Woody Allen. Neanche una battuta sul fatto che, quando nel 1992 lui cominciò a condurre il Tonight show, il caso Allen-Farrow era su tutti i giornali. Ora che, dopo ventidue anni, lascia il posto a Jimmy Fallon, lo scandalo è ancora in prima pagina: stesso caso, nessuna novità, miracolosamente tornato una notizia fresca.
Il programma che ha inventato la seconda serata comica alla tv americana - il padre di tutti i Letterman - ha sessant'anni. Trenta dei quali condotti dall'uomo che negli Usa è sinonimo di "storia della tv", Johnny Carson; ventidue dei quali presentati dall'uomo che ieri sera ha dato l'addio al programma, non per la prima volta ("Mi hanno licenziato tre volte: ho capito il messaggio"; l'ultima volta, il sostituto Conan O'Brien durò dieci mesi, poi Jay si riprese il posto; questa volta, la rottamazione dovrebbe essere definitiva).
Ventidue anni nei quali, tranne il rancore tra Woody Allen e Mia Farrow, è cambiato tutto: "Per il porno dovevi andare in edicola", ha ricordato Jay Leno nel suo ultimo monologo, e "quando ho cominciato qui, Justin Bieber non era ancora nato: per questo li chiamiamo "bei tempi"". Siccome negli Stati Uniti fare spettacolo è un'attività che viene presa molto sul serio, ventidue anni fa la successione fu un affare di Stato: toccò a Leno anche se Carson preferiva Letterman, che andò alla Cbs a fare il programma concorrente che ancora conduce, il Late show.
In ventidue anni è cambiato tutto, e da lunedì il Tonight si sposterà da Los Angeles a New York e sarà prodotto da Lorne Michaels, da trentanove anni produttore del Saturday Night Live. Gli hanno chiesto se la comicità sia cambiata, meno battute e più tormentoni, citandogli un editoriale del New York Times. Siccome più sono bravi più la fanno sembrare semplice, ha risposto che lo spaventa un po' quando gli studiosi cercano di dare letture sofisticate di un meccanismo limpido: "O il pubblico ride, o non ride". Ventidue anni, trentanove, sessanta: quel dualismo lì non è cambiato.
Twitter: @lasoncini
Il programma che ha inventato la seconda serata comica alla tv americana - il padre di tutti i Letterman - ha sessant'anni. Trenta dei quali condotti dall'uomo che negli Usa è sinonimo di "storia della tv", Johnny Carson; ventidue dei quali presentati dall'uomo che ieri sera ha dato l'addio al programma, non per la prima volta ("Mi hanno licenziato tre volte: ho capito il messaggio"; l'ultima volta, il sostituto Conan O'Brien durò dieci mesi, poi Jay si riprese il posto; questa volta, la rottamazione dovrebbe essere definitiva).
Ventidue anni nei quali, tranne il rancore tra Woody Allen e Mia Farrow, è cambiato tutto: "Per il porno dovevi andare in edicola", ha ricordato Jay Leno nel suo ultimo monologo, e "quando ho cominciato qui, Justin Bieber non era ancora nato: per questo li chiamiamo "bei tempi"". Siccome negli Stati Uniti fare spettacolo è un'attività che viene presa molto sul serio, ventidue anni fa la successione fu un affare di Stato: toccò a Leno anche se Carson preferiva Letterman, che andò alla Cbs a fare il programma concorrente che ancora conduce, il Late show.
In ventidue anni è cambiato tutto, e da lunedì il Tonight si sposterà da Los Angeles a New York e sarà prodotto da Lorne Michaels, da trentanove anni produttore del Saturday Night Live. Gli hanno chiesto se la comicità sia cambiata, meno battute e più tormentoni, citandogli un editoriale del New York Times. Siccome più sono bravi più la fanno sembrare semplice, ha risposto che lo spaventa un po' quando gli studiosi cercano di dare letture sofisticate di un meccanismo limpido: "O il pubblico ride, o non ride". Ventidue anni, trentanove, sessanta: quel dualismo lì non è cambiato.
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