Un gioco di ruoli che serve più di tanti discorsi. Nel suo cortometraggio, la regista e attrice Eléonore Pourriat ha immaginato di scambiare la giornata di un uomo con quella di una donna. Il protagonista esce così di casa con il passeggino per accompagnare il pargolo a casa e, sulla strada, si sente fare battute provocanti. «Che bel culo! Stai bene con il tuo bermuda blu!». Arrivato all’asilo trova un maestro che ha scelto di mettersi il velo «perché così Dio mi protegge». Dopo aver lasciato il suo bambino ed essere andato a far la spesa, si fa ancora abbordare pesantemente da un gruppo di ragazze. Ha l’imprudenza di rispondere e così viene aggredito e molestato sessualmente in un vicolo. Quando va a sporgere denuncia, la poliziotta insinua dubbi: «Certo, strana un’aggressione sessuale in pieno giorno, senza testimoni...». E poi anche a casa la moglie dice: «Eri troppo provocante». «Mi vesto come mi pare» risponde lui. «E allora non ti lamentare».
In India, la scuola di cinema Whistling Woods International ha prodotto un altro breve spot contro il sessismo in strada. Guarda come sei quando mi guardi è il titolo della canzone che accompagna le immagini di donne che rinviano, grazie a specchi, le pesanti occhiatacce di cui sono vittima. La reazione degli uomini, a quel punto, è ovviamente di imbarazzo, disagio. Un altro efficace gioco di prospettive che dovrebbe permettere di cambiare i punti di vista. Il filmato è stato pubblicato in occasione dell’anniversario dello stupro collettivo di una ragazza in India.
In tutt’altro contesto, in Belgio, la studentessa Sophie Peeters ha realizzato il video Femme de la rue, registrando con una camera nascosta i commenti osceni mentre cammina a Bruxelles. Può sembrare vano occuparsi di sguardi e battute che “denudano” le passanti nei luoghi pubblici. Molte donne ci sono abituate e considerano che ci sono problemi e difficoltà più gravi da risolvere. Eppure, osservando questi filmati, viene da riflettere sull’accettazione inconsapevole di queste allusioni continue, come fossero una fatalità.
Twitter: @anaisginori
In India, la scuola di cinema Whistling Woods International ha prodotto un altro breve spot contro il sessismo in strada. Guarda come sei quando mi guardi è il titolo della canzone che accompagna le immagini di donne che rinviano, grazie a specchi, le pesanti occhiatacce di cui sono vittima. La reazione degli uomini, a quel punto, è ovviamente di imbarazzo, disagio. Un altro efficace gioco di prospettive che dovrebbe permettere di cambiare i punti di vista. Il filmato è stato pubblicato in occasione dell’anniversario dello stupro collettivo di una ragazza in India.
In tutt’altro contesto, in Belgio, la studentessa Sophie Peeters ha realizzato il video Femme de la rue, registrando con una camera nascosta i commenti osceni mentre cammina a Bruxelles. Può sembrare vano occuparsi di sguardi e battute che “denudano” le passanti nei luoghi pubblici. Molte donne ci sono abituate e considerano che ci sono problemi e difficoltà più gravi da risolvere. Eppure, osservando questi filmati, viene da riflettere sull’accettazione inconsapevole di queste allusioni continue, come fossero una fatalità.
Twitter: @anaisginori