Parla con lei

Il "sestessismo" alla guida dell'Italia

di GUIA SONCINI

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Vi ricordate il Grande Fratello? Era un programma innovativo all'inizio di questo secolo, e fu il principio della fine. Non della privacy, della discrezione, del senso del limite: tutte quelle cose lì erano già finite da un pezzo, e il programma - che proponeva di vivere in una casa in cui anche in bagno c'erano telecamere a gente che entusiasticamente accettava - si limitò a prendere atto che volevamo fare proprio tutto in pubblico. Ben prima dei social network.

La rovina fu il passaggio da punto di partenza a punto d'arrivo di quella piaga che è l'essere se stessi. "Sono stato me stesso", nelle arringhe con cui i concorrenti del Grande Fratello si accattivavano il pubblico, non significava più "Non ho fatto alcuno sforzo per migliorarmi", bensì: sono il chilometro zero dell'emotività, genuino, non artefatto. La rovina di questa società è cominciata lì, in quel pezzetto di studio televisivo denominato "confessionale", quando essere se stessi ha smesso di essere valutato come il limite che è, e ha iniziato a essere considerato un obiettivo, un'ambizione, un merito.

Ci sarà un momento in cui il cliché diverrà finalmente parodia, come è stato per le vincitrici dei concorsi di bellezza che vogliono la pace nel mondo; in cui "sono stato me stesso" ci farà ridere perché non potrà che essere lo sbeffeggiamento della dichiarazione di un adulto che, come un cinquenne, creda che basti dire la verità o assecondare la propria natura. Un adulto che creda che gli "ho fatto del mio meglio" con cui se la cavava alle elementari valgano nel mondo del grandi. Verrà quel momento, ma non ora.

Ora è più che mai il momento del sestessismo. "Siamo stati noi stessi" è stata la linea di difesa con cui Fabio Fazio ha riassunto il proprio Sanremo; persino Matteo Renzi ha spiegato in Parlamento la necessità di "essere noi stessi" al governo. Le migliori menti della classe dirigente italiana imitano i concorrenti di un reality superato. Il quale reality, giustamente, ne approfitta per tornare in onda (da lunedì prossimo). Fossi in Canale 5, penserei a uno slogan di lancio tipo "Eravamo noi stessi da prima, eppure nessuno ci ha offerto la guida del paese, o anche solo di Sanremo".
@lasoncini