Parla con lei

Le donne di @alaa speranza per l'Egitto

di FRANCESCA CAFERRI

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Nel video postato su Youtube c'è un uomo vestito di bianco che esce correndo dai cancelli di una prigione: fuori, una piccola folla lo attende, composta in buona parte di donne. Fra tutte, ne spiccano tre: quella che si copre la bocca con la mano è sua moglie, Manal Hassan, quella con i capelli grigi che lo stringe come un bambino, nonostante la corporatura minuta, è sua madre, Laila Soueif, l'ultima ad accorrere, con gli occhiali, è sua sorella, Mona Seif.

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La liberazione di Alaa Abdel Fatah, noto al mondo come @alaa, uno dei più famosi attivisti per i diritti umani egiziani, nonché una delle personalità più seguite su Twitter di tutto il Paese, è una delle poche buone notizie che vengono dall'Egitto in questi giorni. Buona per @alaa, che in carcere, al freddo e malnutrito, ha passato tre mesi per aver manifestato contro il governo; buona per la sua famiglia: @alaa era stato arrestato e picchiato di notte a casa sua, di fronte al figlio di due anni e alla moglie incinta; buona per le donne che l'hanno accolto. Manal, Mona e Laila sono fra i volti più noti del movimento femminile di ispirazione laica egiziano: erano sulle barricate già sotto Mubarak, sono state fra le prime a scendere a piazza Tahrir, hanno denunciato i test di verginità sulle manifestanti arrestate, di cui si rese responsabile l'allora semplice generale - e oggi candidato alla presidenza della Repubblica - Al Sisi, nell'ultimo anno sono state minacciate e intimidite prima dai seguaci dei Fratelli musulmani e poi dalla polizia segreta. Ma non si sono arrese: negli ultimi tre mesi hanno fatto filtrare le lettere di @alaa dal carcere, raccontato del suo arresto violento e del processo farsa.

In un Egitto che sembra sprofondare verso il passato invece che andare avanti - e la condanna a morte, nei giorni scorsi di 529 sostenitori dei Fratelli musulmani lo dimostra - la gioia nei loro volti nel video su Youtube ci ricorda che c'è gente che nonostante tutto sta tenendo duro, portando avanti il sogno della rivoluzione. Spetta a noi non ignorarla.
Twitter @francescacaferr