Ma cosa vuole dire pornografia femminile, che differenza c'è con quella maschile? Boh. Vediamo. Proviamo, sperimentiamo. Può darsi che sia uguale, può darsi che dopo aver buttato giù quella montagna di pregiudizi che ci sta davanti, scopriremo semplicemente che il desiderio maschile e quello femminile si somigliano più di quello che immaginavamo. Lo sostiene Daniel Bergner in Cosa vogliono le donne (Einaudi Stilelibero). Chiede a medici, collaziona esperimenti, trae conclusioni: le donne vogliono quanto e più degli uomini, tradiscono, hanno fantasie e provano piacere come bestioline, e nient'affatto come la lunga tradizione di principesse e cenerentole ci ha costretto a immaginare.
Le ragazze del porno (che trovate sul web all'indirizzo: http://www. leragazzedelporno. org) si sono incontrate intorno a questa curiosità. Vediamo, proviamo, sperimentiamo. Hanno scritto alcuni corti, hanno provato a chiedere soldi ai produttori. Complicato... Ma potranno andare al cinema? Saranno vietati ai 18? Quanto si vede? Ma è pornografia o erotismo? Boh. Le domande che hanno una risposta, spesso sono noiose. Così le ragazze del porno hanno deciso di auto-finanziarsi. In vari modi. Sabato e domenica scorsi hanno fatto una mostra, hanno venduto opere d'arte. Art for porn si intitolava. Hanno aperto una colletta (si chiama crowd funding) a questo indirizzo. Chiedono 15.000 euro per iniziare a girare, a luglio, i primi tre
corti, Mani di velluto di Regina Orioli, Seratina di Anna Negri, Queen Kong di Monica Stambrini. Nei prossimi mesi ci saranno una mostra fotografica, proiezioni di film, feste e quant'altro.
Diamole una mano. Perché? Perché il porno è divertente, e non fa male. E perché, come scrive Mia Engberg, autrice del progetto Dirty Diaries, nel Manifesto che le ragazze hanno adottato, liberare il proprio desiderio è anche il modo più efficace per combattere la violenza: "Sconce quanto ci pare. Godi, decidi o lascia perdere. Dì NO quando ti pare, per essere in
grado di dire Sì quando vuoi TU".
Twitter: @elenastanka
Le ragazze del porno (che trovate sul web all'indirizzo: http://www. leragazzedelporno. org) si sono incontrate intorno a questa curiosità. Vediamo, proviamo, sperimentiamo. Hanno scritto alcuni corti, hanno provato a chiedere soldi ai produttori. Complicato... Ma potranno andare al cinema? Saranno vietati ai 18? Quanto si vede? Ma è pornografia o erotismo? Boh. Le domande che hanno una risposta, spesso sono noiose. Così le ragazze del porno hanno deciso di auto-finanziarsi. In vari modi. Sabato e domenica scorsi hanno fatto una mostra, hanno venduto opere d'arte. Art for porn si intitolava. Hanno aperto una colletta (si chiama crowd funding) a questo indirizzo. Chiedono 15.000 euro per iniziare a girare, a luglio, i primi tre
corti, Mani di velluto di Regina Orioli, Seratina di Anna Negri, Queen Kong di Monica Stambrini. Nei prossimi mesi ci saranno una mostra fotografica, proiezioni di film, feste e quant'altro.
Diamole una mano. Perché? Perché il porno è divertente, e non fa male. E perché, come scrive Mia Engberg, autrice del progetto Dirty Diaries, nel Manifesto che le ragazze hanno adottato, liberare il proprio desiderio è anche il modo più efficace per combattere la violenza: "Sconce quanto ci pare. Godi, decidi o lascia perdere. Dì NO quando ti pare, per essere in
grado di dire Sì quando vuoi TU".
Twitter: @elenastanka