Secondo uno studio realizzato dall'Università del Missouri, i social network hanno effetti dannosi sulla vita di coppia. Non tanto, o non solo, perché si è tentati di creare relazioni virtuali con altre persone - e quindi tradire su Twitter o su Facebook il proprio partner ancor prima di un eventuale passaggio all'atto - ma anche e soprattutto perché, a forza di passare ore ed ore a "cinguettare", ci si allontana progressivamente, ma inesorabilmente, dall'altro. Fino a rinchiudersi all'interno di un mondo in cui non c'è più alcuno spazio per la condivisione e il riconoscimento reciproco. Solito allarmismo tecnofobo o semplice constatazione di un malessere contemporaneo? Chiunque sia particolarmente attivo sui social network sa bene quanto tempo e quanta energia ci vogliano per restare costantemente connessi. Tra Twitter, Facebook, Instagram, WhatsApp, ecc., non è facile seguire tutte le informazioni che ci arrivano direttamente sugli smartphone e sui tablet, reagire ai messaggi ricevuti, collezionare follower e amici. C'è sempre un'attualità da commentare, una foto da condividere, un post da mettere on line. Anche quando ci sarebbero tante altre cose da fare con il proprio compagno o con la propria compagna. Andare al cinema, ad esempio. Oppure farsi una passeggiata e chiacchierare. Magari prendendosi il tempo necessario per ascoltare veramente quello che ci viene detto, senza essere distratti dalla preoccupazione di seguire quanto accade nel frattempo sul web. Che è poi il tempo che serve ad ogni coppia per condividere le cose importanti della vita e salvaguardare la quotidianità degli affetti.
Ma forse il problema di tante coppie, oggi, non è quello della "dipendenza da smartphone", come dice la ricerca condotta negli Usa. Forse, la dipendenza è solo una conseguenza. Una soluzione alla noia della vita di tutti i giorni che porta poi alla frenesia della visibilità e all'ansia di performance sui social network. Un tentativo per uscire da rapporti ormai soffocanti, in cui invece di sentirsi liberi di essere se stessi, ci si sente vincolati e in prigione. E allora si idealizzano i social, si pensa che la libertà sia quella di esprimersi su qualunque cosa e con tutti, si immagina che il numero di "mi piace" o di "condivisioni" sia la cartina di tornasole della nostra importanza e del nostro valore.
Il vero problema di molte coppie, allora, non certo è Internet. È piuttosto l'incomunicabilità. Quella che un tempo si esprimeva in modo diverso - lui che andava a bersi una birra con gli amici, lei che passava i pomeriggi con le colleghe, lui che tornava sbuffando la sera, lei che si lamentava di tutto - ma che, non per questo, era meno problematica. Con Twitter e Facebook, in fondo, le cose non sono poi così diverse. Certo, quando si "cinguetta" per ore, l'altro viene escluso dal nostro mondo interattivo. Ma questo non accade forse proprio quando una relazione si è già sbriciolata?
Twitter: @MichelaMarzano
Ma forse il problema di tante coppie, oggi, non è quello della "dipendenza da smartphone", come dice la ricerca condotta negli Usa. Forse, la dipendenza è solo una conseguenza. Una soluzione alla noia della vita di tutti i giorni che porta poi alla frenesia della visibilità e all'ansia di performance sui social network. Un tentativo per uscire da rapporti ormai soffocanti, in cui invece di sentirsi liberi di essere se stessi, ci si sente vincolati e in prigione. E allora si idealizzano i social, si pensa che la libertà sia quella di esprimersi su qualunque cosa e con tutti, si immagina che il numero di "mi piace" o di "condivisioni" sia la cartina di tornasole della nostra importanza e del nostro valore.
Il vero problema di molte coppie, allora, non certo è Internet. È piuttosto l'incomunicabilità. Quella che un tempo si esprimeva in modo diverso - lui che andava a bersi una birra con gli amici, lei che passava i pomeriggi con le colleghe, lui che tornava sbuffando la sera, lei che si lamentava di tutto - ma che, non per questo, era meno problematica. Con Twitter e Facebook, in fondo, le cose non sono poi così diverse. Certo, quando si "cinguetta" per ore, l'altro viene escluso dal nostro mondo interattivo. Ma questo non accade forse proprio quando una relazione si è già sbriciolata?
Twitter: @MichelaMarzano