La guerra invisibile delle donne soldato
di ANAIS GINORI
Tutto è cominciato con un libro, La guerra invisibile, pubblicato un mese fa da due giornaliste, Leila Minano e Julia Pascual. La guerra è quella contro le donne dentro all'esercito francese. Violenze sessuali, umiliazioni, molestie. Certo, non accade solo in Francia. Minano e Pascual raccontano di aver deciso di fare un'inchiesta sull'argomento dopo che, nel 2012, gli Stati Uniti hanno iniziato a prendere provvedimenti.
Fino a qualche settimana fa, tutti a Parigi preferivano eludere o smentire l'esistenza di abusi nell'esercito che pure è tra i più aperti alle soldatesse in Europa: 15% degli oltre 230mila effettivi, contro il 10% delle vicine Germania e Gran Bretagna.
Il libro-inchiesta comincia con la storia di Alice, che è stata più volte molestata, costretta a guardare commilitoni che si masturbavano, oppure sculacciata perché aveva disobbedito agli ordini. Un'altra soldatessa che testimonia nel libro è stata drogata e violenta…
Fino a qualche settimana fa, tutti a Parigi preferivano eludere o smentire l'esistenza di abusi nell'esercito che pure è tra i più aperti alle soldatesse in Europa: 15% degli oltre 230mila effettivi, contro il 10% delle vicine Germania e Gran Bretagna.
Il libro-inchiesta comincia con la storia di Alice, che è stata più volte molestata, costretta a guardare commilitoni che si masturbavano, oppure sculacciata perché aveva disobbedito agli ordini. Un'altra soldatessa che testimonia nel libro è stata drogata e violenta…
Tutto è cominciato con un libro, La guerra invisibile, pubblicato un mese fa da due giornaliste, Leila Minano e Julia Pascual. La guerra è quella contro le donne dentro all'esercito francese. Violenze sessuali, umiliazioni, molestie. Certo, non accade solo in Francia. Minano e Pascual raccontano di aver deciso di fare un'inchiesta sull'argomento dopo che, nel 2012, gli Stati Uniti hanno iniziato a prendere provvedimenti.
Fino a qualche settimana fa, tutti a Parigi preferivano eludere o smentire l'esistenza di abusi nell'esercito che pure è tra i più aperti alle soldatesse in Europa: 15% degli oltre 230mila effettivi, contro il 10% delle vicine Germania e Gran Bretagna.
Il libro-inchiesta comincia con la storia di Alice, che è stata più volte molestata, costretta a guardare commilitoni che si masturbavano, oppure sculacciata perché aveva disobbedito agli ordini. Un'altra soldatessa che testimonia nel libro è stata drogata e violentata diverse volte, diventando la "puttana" della caserma, fino a entrare in depressione ed essere esonerata. Ogni volta che le vittime hanno tentato di sporgere denuncia sono state isolate, derise, con la tecnica, dicono le autrici, della "pecora nera". Anche da parte della magistratura, notano le giornaliste, c'è una certa lentezza e complicità. Laetitia ha dovuto aspettare sette anni per vedere condannato il suo aggressore a cinque anni di prigione. L'allora ministro della Difesa, Michéle Alliot-Marie, aveva commentato: "Non c'è maschilismo nell'esercito francese".
Per fortuna, il nuovo ministro, Jean-Yves Le Drian, ha invece deciso di aprire inchieste interne sui casi segnalati nel libro. E intanto ha annunciato una serie di misure per lottare contro forme di persecuzione, discriminazione e violenza verso le donne. Le Drian ha promesso "tolleranza zero" a tutti i livelli gerarchici. Gli assi principali di azione saranno quattro: la semplificazione dei sistemi di denuncia, il sostegno e l'accompagnamento alle vittime, il miglioramento dei meccanismi di prevenzione e l'inasprimento delle sanzioni. Il punto chiave sarà il supporto alle donne che subiscono molestie o violenze, che si concentrerà soprattutto sulla rimozione di tutti quei freni che le rendono restie a denunciarle, dalla paura di rappresaglie orchestrate dai commilitoni a quella di un brusco stop alle prospettive di carriera. Un primo passo. Si vedrà se queste misure saranno efficaci. Ma intanto l'omertà è stata rotta. La guerra contro le donne nell'esercito non è più invisibile.
Twitter: @anaisginori
Fino a qualche settimana fa, tutti a Parigi preferivano eludere o smentire l'esistenza di abusi nell'esercito che pure è tra i più aperti alle soldatesse in Europa: 15% degli oltre 230mila effettivi, contro il 10% delle vicine Germania e Gran Bretagna.
Il libro-inchiesta comincia con la storia di Alice, che è stata più volte molestata, costretta a guardare commilitoni che si masturbavano, oppure sculacciata perché aveva disobbedito agli ordini. Un'altra soldatessa che testimonia nel libro è stata drogata e violentata diverse volte, diventando la "puttana" della caserma, fino a entrare in depressione ed essere esonerata. Ogni volta che le vittime hanno tentato di sporgere denuncia sono state isolate, derise, con la tecnica, dicono le autrici, della "pecora nera". Anche da parte della magistratura, notano le giornaliste, c'è una certa lentezza e complicità. Laetitia ha dovuto aspettare sette anni per vedere condannato il suo aggressore a cinque anni di prigione. L'allora ministro della Difesa, Michéle Alliot-Marie, aveva commentato: "Non c'è maschilismo nell'esercito francese".
Per fortuna, il nuovo ministro, Jean-Yves Le Drian, ha invece deciso di aprire inchieste interne sui casi segnalati nel libro. E intanto ha annunciato una serie di misure per lottare contro forme di persecuzione, discriminazione e violenza verso le donne. Le Drian ha promesso "tolleranza zero" a tutti i livelli gerarchici. Gli assi principali di azione saranno quattro: la semplificazione dei sistemi di denuncia, il sostegno e l'accompagnamento alle vittime, il miglioramento dei meccanismi di prevenzione e l'inasprimento delle sanzioni. Il punto chiave sarà il supporto alle donne che subiscono molestie o violenze, che si concentrerà soprattutto sulla rimozione di tutti quei freni che le rendono restie a denunciarle, dalla paura di rappresaglie orchestrate dai commilitoni a quella di un brusco stop alle prospettive di carriera. Un primo passo. Si vedrà se queste misure saranno efficaci. Ma intanto l'omertà è stata rotta. La guerra contro le donne nell'esercito non è più invisibile.
Twitter: @anaisginori