Habiba Sorabi non è un tipo che si arrende. I primi risultati delle elezioni presidenziali afgane non sono stati positivi per lei, l'unica donna a candidarsi come vicepresidente in ticket con Zalmay Rassoul, il candidato del presidente uscente Karzai, che sarebbe indietro secondo i dati emersi dallo spoglio delle schede finora scrutinate.
Se i dati resi noti nei giorni scorsi fossero confermati, Sorabi insieme a Rassoul rimarrebbe fuori dal ballottaggio, che dovrà decidere chi sarà il nuovo capo di Stato nel tormentato Paese asiatico.
Sorabi ha fatto sapere che non si arrenderà e aspetterà con fiducia il conteggio di tutte le schede: comunque vada, la sua sconfitta non sarà necessariamente la sconfitta delle afgane. Per le sue compatriote, la candidata vicepresidente rappresenta un esempio importante: ex medico, ex ministro, ex governatore di provincia, a lungo uno dei volti simbolo dell'emancipazione femminile nel suo Paese, Sorabi non è stata la sola a spendersi per queste elezioni.
Decine di donne hanno fatto campagna elettorale per i diversi candidati, centinaia si sono presentate alle manifestazioni elettorali, migliaia ai seggi: il messaggio, qualunque fosse il candidato scelto, era lo stesso. Le donne afgane non vogliono tornare indietro: con o senza Habiba Sorabi alla loro testa.
Twitter: @francescacaferr
Se i dati resi noti nei giorni scorsi fossero confermati, Sorabi insieme a Rassoul rimarrebbe fuori dal ballottaggio, che dovrà decidere chi sarà il nuovo capo di Stato nel tormentato Paese asiatico.
Sorabi ha fatto sapere che non si arrenderà e aspetterà con fiducia il conteggio di tutte le schede: comunque vada, la sua sconfitta non sarà necessariamente la sconfitta delle afgane. Per le sue compatriote, la candidata vicepresidente rappresenta un esempio importante: ex medico, ex ministro, ex governatore di provincia, a lungo uno dei volti simbolo dell'emancipazione femminile nel suo Paese, Sorabi non è stata la sola a spendersi per queste elezioni.
Decine di donne hanno fatto campagna elettorale per i diversi candidati, centinaia si sono presentate alle manifestazioni elettorali, migliaia ai seggi: il messaggio, qualunque fosse il candidato scelto, era lo stesso. Le donne afgane non vogliono tornare indietro: con o senza Habiba Sorabi alla loro testa.
Twitter: @francescacaferr