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La rivoluzione finita con stupri di massa

di FRANCESCA CAFERRI
1 minuti di lettura
La denuncia di stupri sui detenuti purtroppo in Egitto non è una novità: nelle fasi più calde della rivoluzione di piazza Tahrir, quando al governo c’era ancora Hosni Mubarak e poi dopo, quando il suo potere è stato sostituito da quello del Consiglio Superiore delle forze armate, centinaia di donne sono state molestate, aggredite, stuprate nelle strade della rivoluzione o nelle carceri dove erano state portate.

Poche di loro hanno ottenuto giustizia, nonostante le tante denunce: le loro voci però hanno rotto il silenzio che per anni ha circondato questa pratica da parte dei militari e dei poliziotti egiziani. Stuprare per umiliare, azzittire, piegare.

La novità delle ultime settimane è che ora anche gli uomini hanno rotto il silenzio: dalle prigioni egiziane stanno arrivando le testimonianze di giovani, ragazzi per lo più, che negli ultimi mesi sono stati stuprati da…
La denuncia di stupri sui detenuti purtroppo in Egitto non è una novità: nelle fasi più calde della rivoluzione di piazza Tahrir, quando al governo c’era ancora Hosni Mubarak e poi dopo, quando il suo potere è stato sostituito da quello del Consiglio Superiore delle forze armate, centinaia di donne sono state molestate, aggredite, stuprate nelle strade della rivoluzione o nelle carceri dove erano state portate.

Poche di loro hanno ottenuto giustizia, nonostante le tante denunce: le loro voci però hanno rotto il silenzio che per anni ha circondato questa pratica da parte dei militari e dei poliziotti egiziani. Stuprare per umiliare, azzittire, piegare.

La novità delle ultime settimane è che ora anche gli uomini hanno rotto il silenzio: dalle prigioni egiziane stanno arrivando le testimonianze di giovani, ragazzi per lo più, che negli ultimi mesi sono stati stuprati dagli uomini che avrebbero dovuto interrogarli o semplicemente schedarli.

Le testimonianze sono molto simili e, secondo le organizzazioni internazionali che le stanno diffondendo, dimostrano che lo stupro dei detenuti maschi - che appartengano all’opposizione laica o a quella che si riconosce nei Fratelli musulmani - sta diventando un uso comune nell’Egitto del futuro presidente Al Sisi. Un motivo in più per preoccuparsi di una rivoluzione sfiorita sotto i nostri occhi.
Twitter: @francescacaferr