Osservo da lontano le reazioni provocate dal rapimento delle studentesse nigeriane da parte degli estremisti di Boko Haram. Lo scorso anno, quando mi recai in una delle zone del Paese più colpite dalle azioni di questo gruppo, mi colpì la disperazione della gente, dimenticata dal mondo in mezzo a una guerra che aveva già fatto migliaia di vittime. Ben venga dunque l'ondata di sdegno provocata dalla scomparsa di queste quasi trecento ragazze se aiuterà anche chi ha visto i propri figli inghiottiti da una spirale di violenza indiscriminata, che negli anni ha colpito chi andava in chiesa come chi voleva studiare o parlare con chi prega un altro Dio.
Ma c'è un'altra storia di rapimenti e violenza che non dovremmo dimenticare quando parliamo di Nigeria, soprattutto da italiani. È quella che negli anni ha visto migliaia di ragazze lasciare le loro case convinte dalla promessa di un impiego in Europa e finite sui marciapiedi a prostituirsi nel nostro paese, meta favorita da questo traffico umano. La giovane scrittrice Chibundu Onuzo ne parla con delicatezza nel suo pluripremiato romanzo The Spider King's Daughter: il miraggio, l'orrore, il ritorno a casa per qualcuna con addosso il marchio indelebile dell'infamia.
A loro penso spesso in queste ore: tradite, ingannate, sfruttate, come le ragazze riapparse nella foresta qualche giorno fa nel video diffuso da Boko Haram che ha indignato il mondo. Nel silenzio delle coscienze del mondo, e soprattutto dell'Italia dove la maggior parte di loro oggi vive nel dolore.
Twitter: @francescacaferr
Ma c'è un'altra storia di rapimenti e violenza che non dovremmo dimenticare quando parliamo di Nigeria, soprattutto da italiani. È quella che negli anni ha visto migliaia di ragazze lasciare le loro case convinte dalla promessa di un impiego in Europa e finite sui marciapiedi a prostituirsi nel nostro paese, meta favorita da questo traffico umano. La giovane scrittrice Chibundu Onuzo ne parla con delicatezza nel suo pluripremiato romanzo The Spider King's Daughter: il miraggio, l'orrore, il ritorno a casa per qualcuna con addosso il marchio indelebile dell'infamia.
A loro penso spesso in queste ore: tradite, ingannate, sfruttate, come le ragazze riapparse nella foresta qualche giorno fa nel video diffuso da Boko Haram che ha indignato il mondo. Nel silenzio delle coscienze del mondo, e soprattutto dell'Italia dove la maggior parte di loro oggi vive nel dolore.
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