Parla con lei

Cristina Campo, un libro, una passione

di ELENA STANCANELLI

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Esce in questi giorni un numero speciale della rivista Il Giannone (semestrale di cultura e letteratura) intitolato Il destino della bellezza e dedicato all’immensa Cristina Campo. Contiene saggi, tra questi un bellissimo ritratto che di lei scrisse Pietro Citati, testimonianze, alcune lettere inedite.

Vittoria Guerrini alias Pisana alias Puccio Quaratesi alias Bernardo Trevisano alias Giusto Cabianca alias Massimiliano Putti alias Cristina Campo, è stata un scrittrice formidabile, ma di formidabile parsimonia. «Non sopportava che la bellezza. Non sopportava che la felicità», scrive Citati. Tradusse molto, ma scrisse soltanto un libro di poesie e qualche riflessione, sempre sublime, sull’arte e sulla letteratura. Oltre a moltissime lettere, agli amici. A Mita (Margherita Pieracci Harwell) a Gianfranco Draghi a Leone Traverso a Maria Zambrano...

Fu paziente di Ernest Bernhard, visse a lungo con Elémire Zolla, combattè come lui la riforma della liturgia imposta dal Concilio Vaticano II. Amava la messa cantata in gregoriano, e la lingua latina. Frequentava la chiesa del Pontificio Collegio Russicum, a Roma, vicina alla basilica di Santa Maria Maggiore, dove si celebrava il rito bizantino.

Ne racconta Ernesto Marchese. Un giorno, scrive, la andai a trovare nella stanzetta che abitava all’Aventino, vicina all’amatissima abbazia benedettina di Sant’Anselmo e le chiesi quale libri avrebbe portato con sè se avesse dovuto trascorrere un anno in cella. I Vangeli, dice Cristina, o I Promessi Sposi o I fratelli Karamazov. Certe fiabe, o i saggi di Montaigne. «Con un romanzo d’oggi non ci resisterei, in una cella, che il tempo di leggerlo, e sarebbe già troppo».

Cristina Campo era molto bella, algida e severa. Ma chissà. L’unico scarto di passione lo racconta a Mita. Lui era un comandante della Folgore, poi fondatore della scuola di paracadutismo della Repubblica sociale, il dalmata Edvino Dalmas. Al solito, come scrive Silvia Plath, dentro di sè ogni donna ama un fascista.

Twitter: @elenastanka